Il Nord Irlanda dopo il G8, in attesa del Twelfth e con un conflitto mai terminato

Andrea Leoni

Si è tornati a parlare di Nord Irlanda anche nelle prime pagine dei quotidiani italiani e lo si è fatto perché proprio nella parte sotto il dominio della corona britannica lo scorso 17 e 18 giugno a Lough Erne Co. Fermanagh ha avuto luogo il G8. La paura era molta anche se ufficialmente i paramilitari che ancora hanno qualche cartuccia da sparare non avevano dato adito a particolari preoccupazioni, tranne il gruppo Oglaigh Na hEireann. Così sono stati messi in atto enormi sistemi di sicurezza per preservare gli otto, o poco più, grandi del mondo: il sistema repressivo ha colpito un po’ tutta la regione e il resort di Lough Erne resort è stato circondato da otto chilometri di recinzioni in acciaio, mentre chi passava per le strade circostanti è stato soggetto a deviazioni, ritardi e ai controlli dei molti posti di blocco della polizia. Nuove torri a circuito chiuso sono spuntate ovunque intorno al luogo mentre la polizia del Nord Irlanda, la PSNI, ha importato i motoscafi utilizzati per sorvegliare il Tamigi per Olimpiadi di Londra 2012 per pattugliare le acque frequentate solo da pescatori.

A tutto ciò c’è da aggiungere l’utilizzo della tecnologia tanto amata dal presidente premio nobel per la Pace Obama: i droni. I marchingegni però, ed è facilmente riscontrabile in quasi tutti i tabloid britannici, non sono adoperati solo in occasione del G8, anzi. I droni, di piccola taglia rispetto a quelli utilizzati in Pakistan, sorvolano infatti abitualmente le zone a confine tra Irlanda e Nord Irlanda dove secondo la PSNI i paramilitari continuerebbero la loro attività. Insomma uno stato di assedio che gli abitanti avevano definito come “molesto”. Le proteste alla fine hanno avuto rilievo quelle fatte a Londra, quando qualche attivista è stato anche arrestato, in un blitz della polizia che per la strategia ha ricordato molto la Diaz italiana. Sta di fatto che in Nord Irlanda si sono fatti sentire solo in pochi movimenti di repubblicani nel completo disinteresse della gente al G8, Letta e i suoi omologhi hanno fatto grandi discorsi e Cameron ha sempre tenuto a ribadire l’importanza del posto: il G8 potrà attirare molti investitori esteri e in Nord Irlanda si è arrivati ad una concreta pace, un processo che ha funzionato.

Di Nord Irlanda forse si tornerà a parlare il 12 luglio, quando la cronaca smentirà Cameron e quanti, molti, come lui sostengono che lo stato si sia pacificato. Si farà il 13 già il bilancio dei feriti da molotov o proiettili di plastica perché, anche quest’anno, le due comunità non hanno trovato l’accordo sulla famosa marcia del Twelfth. A Belfast, come nelle principali altre città, il 12 luglio gli orangisti (ovvero i lealisti) festeggiano con varie parate per le vie del centro ricordando la Glorious Revolution, ovvero la vittoria del re protestante Guglielmo d’Orange su quello cattolico Giacomo II nel 1690. Così l’Orange Order dopo 323 anni festeggia invadendo e provocando con canti, tamburi e via dicendo anche le comunità dei quartieri cattolici. Il caso più noto è sempre quello di Ardoyne, quartiere di Belfast, dove una piccola comunità e di tradizione repubblicana (famosa per aver dato i natali a vari esponenti dell’IRA) risponde sempre in maniera molto decisa alle provocazione di polizia (che prima era organo esclusivo per i protestanti) e appunto lealisti che tornano ubriachi e molesti dalle marce. Scontri avvengono per notti e giorni consecutivi, molto lunghi e molto pesanti, dove i proiettili di plastica della PSNI non sempre vengono sparati verso il basso.

Il processo di pace in Nord Irlanda vive un momento di stallo, ovviamente gli anni più bui dei troubles sono ampiamente passati ma sentori preoccupanti sono quelli che si possono leggere non troppo saltuariamente nelle cronache. Per parecchi giorni i lealisti si sono scontrati con la polizia per la “questione della Union Jack” fuori dei palazzi dell’Ulster Hall e del Duncrue Complex, ma non solo, scontri sono avvenuti per un funerale repubblicano, ma anche i soliti arresti per attacchi settari (o per le vicende del 12th, che puntualmente arrivano un anno dopo quasi per scoraggiare la gente) e infine mai dimenticati internamenti nel carcere di massima sicurezza di Maghaberry. Poi proprio due giorni fa è spuntato un lancio dell’agenzia AP che rendeva noto come altri 8 leader della New IRA erano stati arrestati nel sudovest di Dublino. Si dice che stessero pianificando la vendetta per il loro compagno Alan Ryan scomparso prematuramente dopo esser stato colpito a morte da una banda criminale di Dublino trovando agli otto, bombe e proiettili, da utilizzare nel pacifico sud dell’Irlanda. Ma questa è un’altra storia.

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