Il PKK inizierà il suo ritiro dalla Turchia l’8 maggio

Un mese dopo l’appello al cessate il fuoco lanciato da Abdullah Ocalan, a capo del PKK, il presidente del consiglio esecutivo delle Comunità curde, Murat Karaylan, ha annunciato durante una conferenza stampa sul ritiro dei guerriglieri curdi oltre i confini turchi che i suoi combattenti l’8 maggio inizieranno a ripiegare verso l’Iraq. l’Operazione dovrebbe concludersi nel più breve tempo possibile.

I miliziani se ne andranno dal territorio turco utilizzando i percorsi che già conoscono al fine di evitare qualsiasi scontro con l’esercito. In caso di attacco da parte dell’esercito turco le operazioni di ritiro verrebbero immediatamente bloccate e i ribelli potrebbero fare ricorso al diritto di legittima difesa.

Questo ritiro costituisce la seconda fase concreta del processo di pace iniziato nel 2012 dal governo turco per mettere fine ad un conflitto che ha fatto più di 4.500 morti dal 1984. Il PKK rivendica una maggiore autonomia per la regione a maggioranza curda del sud est della Turchia e una serie di diritti politici e sociali come il diritto ad utilizzare la lingua curda.

Durante la Conferenza stampa Karaylian ha dichiarato: “Il processo di soluzione democratica comprende tre fasi: la prima include il procedimento, già in corso, del cessate il fuoco e del ritiro dei guerriglieri. La seconda fase comprende le misure che saranno intraprese da parte dello Stato e del Governo per assicurare una soluzione definitiva della questione kurda. Alcune delle mosse da effettuare in questa fase saranno la democratizzazione della Turchia tramite riforme, come parte di una soluzione costituzionale che creerà le circostanze necessarie per quella della questione kurda. Un’ulteriore misura dovrebbe essere quella di disattivare tutti i sistemi che sono al servizio della guerra nel paese, come quello delle guardie di villaggio e le squadre per le operazioni speciali e creare un clima che sia in accordo con la prospettiva della società civile. La terza fase, il processo di normalizzazione, include la pace definitiva, la conciliazione sociale, l’uguaglianza e le libertà. Il disarmo dei guerriglieri verrà messo in programma in seguito alla realizzazione dell’intero processo, che sarà testimone della liberazione di tutti, incluso il leader Öcalan. Il KCK non effettuerà nessuna modifica alla sua politica in merito al Medio Oriente in seguito al ritiro. Invito tutti gli stati e le potenze democratiche nella regione del Medio Oriente a sostenere questo storico passo intrapreso ed esorto tutte le potenze internazionali, in particolare gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Russia, a dimostrare il loro sostegno ad una soluzione della questione curda

E ancora: “Öcalan ha aperto la strada alla sostituzione delle armi con la politica democratica: ha invitato al ritiro delle forze di guerriglia oltre i confini turchi nella sua lettera inviata al KCK il 14 Aprile. Assumendo questo appello come istruzione, il nostro movimento ha deciso di soddisfare quest’invito senza alcune esitazione, oltre a mantenere la posizione di cessate il fuoco, annunciato il 23 Marzo. Portare a compimento questo passo storico che permetterà una soluzione della questione kurda, condurrà la pace in Turchia ed aprirà la strada per quella in Medio Oriente non è solo il nostro obiettivo finale, ma anche quello di chiunque sia dalla parte della pace, della fratellanza, della democrazia e della libertà

Qui potete leggere un resoconto dettagliato della conferenza stampa.

 

Bookmark the permalink.