Il presidente dell’Ecuador pronto a concedere l’asilo politico all’assediato dittatore siriano

L’Ecuador dell’innovativo Rafael Correa continua  a staccarsi da logiche di politically correct e prova a fare un altro sgambetto alla comunità internazionale.

“Chiunque chieda asilo politico all’Ecuador, sarà valutato per la sua essenza umana e per il rispetto dei più fondamentali diritti”.

Questa la dichiarazione del presidente Rafael Correa, che non esclude l’ipotesi di accogliere il presidente siriano Bashar Al-Assad, con la sua cerchia di collaboratori e familiari. L’Ecuador si è già contraddistinto per concedere tale diritto alla mente di Wikileaks, Julian Assange, al riparo nell’ambasciata dell’Ecuador presente a Londra: le autorità inglesi continuano ad affermare che una volta fuori da lì, sarà estradato in Svezia dove lo attende un processo per violenza sessuale.

Nelle scorse settimane il ministro degli esteri siriano, Faisal al-Miqdad, ha fatto visita al Paese del presidente Correa, che però dichiara che in tale occasione non si è discusso di asilo politico ad Assad, ma di questioni più generali di geopolitica. Il ministro siriano ha pubblicamente ringraziato l’Eucador per l’imparzialità e la lucidità nelle dinamiche mondiali. Faisal al-Miqdad ha fatto visita anche a Cuba e Venezuela.

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