Il presidente egiziano Mohammed Morsi non sembra avere vie d’uscita dalla piazza

Non si placa l’assedio al presidente egiziano Mohammed Morsi, che ha proposto un incontro a tutte le parti politiche che si oppongono al suo corso. Tuttavia tutta l’opposizione, compatta, ha rifiutato tale appuntamento.
Il diniego si muove per ribadire la paura verso un decreto che darebbe a Morsi poteri praticamente illimitati, in ogni rango del potere egiziano. Il portavoce del “Fronte di salvezza nazionale”, Ahmed Said, ha confermato che non ci sarà alcun compromesso col presidente. Posizione condivisa anche dal premio nobel Mohamed El Baradei. Intanto i manifestanti stanno continuando ad assaltare gli uffici di rappresentanza dei Fratelli Musulmani presenti nella capitale. Il ritorno delle piazze infuocate in Egitto si è registrato dopo il  22 novembre, quando c’è stata la proposta di un decreto che ha palesato tutti i limiti di una Costituzione ancora non in grado di preservare la democrazia dal monopolio di un singolo sul potere nazionale. La crisi non sembra placarsi. Restano compatti tutti i fronti dell’Opposizione, con in prima linea l’associazione Nazionale per il Cambiamento ed il partito liberale Wafd. Questi contestano alla presidenza di rappresentare semplicemente il volere politico dei Fratelli Musulmani. Gli scontri si sono estesi anche oltre il Cairo, come dinanzi alla Moschea di Alessandria. La contestazione, che coinvolge tutto il movimento 6 aprile e gli attivisti più disparati, non sembra trovare prossime soluzione, infatti anche la presidenza degli Stati Uniti ha iniziato a monitorare. Sono arrivate le parole preoccupate del presidente Barack Obama, che aveva intravisto in Morsi un possibile collaboratore geopolitico.

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