Il punto sull’Ucraina: quando una rivoluzione è preda dei prestiti internazionali

Partiamo dalle parole. Media, istituzioni e gente per strada a tratti sfoderano il termine dittatore o dittatura. Ecco che le aperture dei telegiornali, per sintetizzare la situazione in Ucraina, parlano di deposizione del dittatore e crollo della dittatura. Viktor Yanukovyc, oligarca colluso col gruppo criminale dei Donetsk, ha sicuramente poca etica nel suo bagaglio politico, però è stato votato democraticamente ed il Parlamento ucraino nulla aveva di dittatoriale anche prima della sua cacciata. I metodi repressivi contro la piazza non hanno avuto nulla in più e nulla in meno rispetto a quanto accade nell’Europa democratica, quando si militarizzano discariche, spazi intorno movimenti ed ecc, ecc …

L’Ucraina si è ritrovata all’interno di una guerra del gas combattuta tra Europa e Russia. Il fatto che il presidente Yanukovyc non abbia voluto firmare l’accordo di associazione con l’Unione Europea suona davvero come una leva per assetti economici d’interessi geopolitici più grandi. Chiaramente poi il senso di europeismo e la piazza piena di bandiere blu con le stellette EU sono una buona sintesi, anziché mostrare quelle brune dei nazionalisti in piazza, quelli di Svoboda, che in pratica hanno riempito le piazza in maniera organizzata.Kiev7jpg

Il riscatto della gente di un Paese che vive la corruzione ad ogni angolo è stato chiaramente bello vederlo per strada a manifestare, ma poi qualcosa è cambiato e bisogna raccontarlo. Ogni rivoluzione si porta dietro dei sacrifici, una spirale di violenza, un periodo di stenti, però le speculazioni appartengono ad altro.

Qui una galleria fotografica, proposta da Radio Free Europe, sulle proteste

Si tratta di economia sopra ogni logica di composizione etnica e storia di un Paese. Il Fondo Monetario Internazionale è già pronto e non è un caso, affinché l’Ucraina, smarcandosi dalla Russia, possa beneficiare di un prestito, in cambio di riforme fiscali.

Prima di tutto l’Ucraina per beneficiare di un’eventuale prestito, dall’Europa pronto solo miliardo e mezzo di euro, pochissimo, più consistente appunto quello dal FMI, dovrebbe rinunciare ai 15 miliardi di dollari che la Russia aveva garantito a Yanukovych. Oltre a ciò l’Ucraina dovrebbe soprattutto dichiarare banca rotta, alzare le tariffe sul gas e tante altre ricette che ormai sono note come “piani di austerity”.

-Il responsabile del tesoro statunitense, Jack Lew, la scorsa settimana ha incoraggiato Kiev a discutere un prestito col fondo monetario internazionale il prima possibile, per avviare le riforme economiche necessarie all’elargizione di denaro. A tale monito hanno fatto seguito consigli simili anche del responsabile finanze britannico, George Osborne, ma anche dagli omologhi tedesco e francese.

Il prestito cosa vorrebbe significare?

Prima di tutto svalutare la grivnia ucraina (moneta corrente), abbassare la spesa pubblica e la relativa assistenza, l’eliminazione dei sussidi alle imprese e, come scritto precedentemente, l’aumento dei prezzi di consumo sul gas, al momento i più bassi anche rispetto all’area baltica. Il ministro delle finanze ucraino, Yuriy Kolobov, ha dichiarato che per il prossimo biennio, se salta l’accordo con la Russia di Vladimir Putin, il Paese avrà bisogno di trentacinque miliardi di dollari per mettersi in pareggio.

Il nuovo Governo

328 su 447 deputati del parlamento ucraino hanno votato la sfiducia al presidente Yanukovyc, perché costituzionalmente non adatto a ricoprire ancora l’incarico, facendo partire un mandato di arresto a suo carico, per i morti in piazza. Da Kharkiv, prima della fuga, l’ex presidente ha subito dichiarato che la decisione del parlamento è stata illegale, perché colpo di Stato simile a quello dei nazisti nel 1930 in Germania. Scappando da un’automobile inseguita e minacciata da proiettili, ha dichiarato di non essere preoccupato, ma triste per il proprio Paese. È poi riapparso in Russia, continuando a reputare illegittimo tutto quanto stia accadendo in Ucraina.6501-746601

Fatto fuori Yanukovyc, entro il prossimo 4 aprile tutti i candidati alla presidenza dovranno far pervenire la propria registrazione, utile alle elezioni indette per il prossimo 25 maggio.

Qui il continuo dell’analisi

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