Il Regno Unito verso l’estradizione di Abu Qatada

Il Segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito, Theresa May, ha annunciato oggi un nuovo trattato con la Giordania che permetterebbe al governo britannico di procedere con l’estradizione dell’imam Abu Qatada, sospettato di essere una figura chiave del terrorismo targato al-Qaeda.

Dal 2005 il governo britannico sta tentando di estradare in Giordania l’imam Abu Qatada, imprigionato nel Regno Unito grazie alle leggi antiterrorismo del 2001. La Corte d’Appello, però, ha decretato che l’estradizione di Abu Qatada costituirebbe una violazione dei diritti umani perché le prove da usare contro di lui in Giordania potrebbero essere ottenute con la tortura. Nel 2009, nonostante la posizione unanime di 5 law lords in favore della sua estradizione verso la Giordania, la Corte di Giustizia dell’Unione europea il 19 febbraio si è pronunciata in merito alla sua situazione dichiarando che la sua detenzione senza processo negli Stati Uniti violava le norme sui diritti umani. Nel gennaio del 2012, inoltre, i giudici della Corte di Strasburgo hanno giudicato la sua estradizione illegittima, in quanto sussisterebbe il rischio che le prove della sua colpevolezza possano essere ottenute sotto tortura.Dopo essere stato liberato su cauzione il 6 febbraio del 2012 è stato arrestato nuovamente il 17 aprile, e si è visto rifiutare il suo ricorso alla Corte di Giustizia dell’Ue.

Oggi David Cameron ha annunciato la possibilità che il Regno Uniti ritiri temporaneamente la sua adesione alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Lo scopo di questo temporaneo ritiro sarebbe quello di siglare un accordo con la Giordania che, ha rassicurato la May, includerebbe la previsione che all’imam sia garantito un equo processo. Il nuovo “accordo di mutua assistenza legale” dovrebbe essere ratificato dal Parlamento prima della fine di Giugno. Questa mossa fa seguito al recente rifiuto della Corte suprema di concedere il permesso alla sua estradizione, in quanto le garanzie fornite dalla Giordania non sembrano sufficienti a garantirgli un equo processo. Ma nonostante la previsione di 27 articoli sembra difficile immaginare che la Giordania possa diventare nel giro di qualche mese un Paese in grado di offrire all’imam un processo che si possa considerare equo e non ricorra a torture o ad altri trattamenti inumani o degradanti per convincerlo a confessare la sua appartenenza ad al-Qaeda e il suo coinvolgimento nel terrorismo internazionale.

Per maggiori informazioni leggete gli articoli su The Guardian e la TimeLine su BBC News 

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