Nel sud della Thailandia ancora lotta armata per l’autonomia

Il sud della Thailandia continua ad essere prenda degli indipendentisti che operano al confine con la Malesia, lì dove il gruppo etnico-religioso più corposo è quello musulmano, in un Paese che rappresenta una miscela di buddhisti-musulmani.

Un commando di più di dieci uomini ha assaltato la base militare di Bacho, dove operavano sessanta marines. L’attacco ha causato diciannove morti.

Se da una parte le forze governative continuano ad affermare di aver garantito la difesa del territorio anche in quest’episodio, dall’altra c’è da constatare che dal 2004 questa insurrezione, finalizzata ad una maggiore autonomia per il sud della Thailandia, va avanti progressivamente dal 2004. Le forze di sicurezza sono gli obiettivi principali, ma anche i civili che in qualche modo collaborano con le autorità governative vengono coinvolti nella spirale di violenza.

L’International Crisis Group, tramite la dichiarazione del suo responsabile del sud-est asiatico, Jim Della Giacoma, ha affermato che la potenza dei ribelli è riconducibile alla distanza del Governo dal problema. Della Giacoma consiglia di decentrare subito tutto il sistema politico, di intavolare dei negoziati di pace con i ribelli e di stabilire un reale contatto con tutta la società civile.

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