Il summit dell’Unione Africana

Una piccola guida per l’incontro che si terrà ad Addis Abeba in Etiopia sulle tante le situazioni spinose in Africa. Ovviamente la priorità è il conflitto in Mali dove arrivano delle news da Timbuctu dove l’aeroporto è stato conquistato dalle truppe francesi.

L’Unione Africana è un’organizzazione sovranazionale della quale fanno parte tutti gli Stati africani tranne il Marocco (dopo che fu riconosciuta dalla stessa organizzazione la Repubblica Araba Saharawi Democratica). L’incontro si terrà ad Addis Abeba perché è proprio nella capitale etiope che l’Unione Africana ha sede. L’importanza di un contingente africano è indiscutibile, soprattutto alla luce della conformazione degli eserciti africani. Ma di cosa si discuterà?

La situazione in Mali è molto difficile, i francesi dispiegati sono relativamente numerosi, e gli stessi europei stanno aspettando una partecipazione massiccia da parte dell’esercito dell’Unione Africana. Sono solo mille però i soldati africani dispiegati ma nessuno di questi si trova nelle prime linee. Il discorso di fa ovviamente complesso quanto alla possibilità di finanziamento da parte dell’Onu.

La Somalia è lo Stato a cui subito viene in mente quando si parla di Unione Africana, sia per l’efficacia dell’azione dell’UA che ha portato anche a riconquistare negli anni scorsi la capitale Mogadiscio in mano da anni degli al-Shabaab. Anche se il conflitto è assodato e che l’impegno non si discute (anche se è stato messo in dubbio in anni passati) l’Unione Africana dovrà affrontare il tema della Somalia in risposta alle accuse di maltrattamenti e torture probabilmente operate dal contingente stesso.

Il piano di pace nella Repubblica Democratica del Congo vedrà l’intervento anche delle brigate speciali dell’UA. Nel summit si parlerà anche di Sudan e Sud Sudan che come riporta Al Jazeera: “I negoziati si svolgono regolarmente a Addis Abeba, sotto la guida dell’ex presidente sudafricano Thabo Mbeke nel tentativo di risolvere tutte le questioni in sospeso. Colloqui freschi si sono svolti nei giorni scorsi, ma sembra abbiano poca speranza di svolta”. Si parlerà, e cono più tranquillità di Repubblica Centrafricana: dove il cessate il fuoco sembra essere stabile anche se “le forze ribelli non hanno ancora abbandonato le strade delle città in loro possesso” ma anche di Guinea-Bissau e Algeria (dopo l’attacco al sito petrolifero).

Interessante è anche leggere (qui) il post di Giampaolo Musumeci sul suo blog sul Linkiesta.

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