La Cina oltre ad essere dotata di droni, negli scorsi mesi avrebbe voluto anche usarli

Tra le fila dei Paesi piegatisi all’utilizzo dei droni (Israele, Stati Uniti e Gran Bretagna) qualche tempo fa si sarebbe potuta aggiungere anche la Cina. A rivelarlo è stato Liu Yuejin, direttore del dipartimento antidroga del Ministero per la Pubblica Sicurezza cinese, che in un’intervista al Global Times, ripresa anche da South China Morning Post,  ha confessato che nei piani delle forze armate cinesi c’era quello di attaccare e bombardare il cosiddetto triangolo d’oro tra Birmania, Thailandia e Laos per stanare il nascondiglio del latitante Naw Kham, accusato di detenere il controllo di un consistente mercato di droga e dell’omicidio di tredici marinai cinesi. Kham è stato poi arrestato, estradato e condannato a morte in Cina.

La dichiarazione è stata solo una conferma della disponibilità della Cina degli aerei militari senza piloti, in grado di essere controllati e diretti a distanza. Sul finire del 2012 furono presentati due modelli di droni cinesi al salone dell’aria di Zhuhai.

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