La marcha degli zapatisti

In quarantamila hanno silenziosamente sfilato per le principali piazze e vie del Chiapas: San Cristobal, Palenque, Las Margaritas, Ocosingo e Altamirano. La marcia silenziosa è stata poi salutata da un breve comunicato del Sumcomandante Marcos.

Migliaia e migliaia di persone con passamontagna in volto per ricordare quel fausto giorno del 1997 quando proprio in quella data di quindici anni fa avvenne la “matanza de Acteal”. Un massacro che ancora a distanza di anni rimane impunito. Nella piccola località del comune di Chenalhò nel Chiapas il 22 dicembre del 1997 un raid paramilitare assassinò indiscriminatamente quarantacinque indigeni tra loro molti bambini e donne incinte. Ad oggi il governo messicano, che ha cercato di giustificare l’episodio come un conflitto etnico, non ha dato una vera e chiara esposizione dei fatti. Di cosa successe, probabilmente il governo messicano è partecipe e connivente, come confermano molte associazioni dei diritti umani, con l’unico intento di distruggere la base sociale del villaggio del Chiapas. A conferma di ciò furono i bossoli ritrovati dopo l’attacco, corrisponderebbero proprio a quelli delle armi utilizzate dall’esercito.

Nella serata il messaggio diffuso dall’Esercito zapatista (Ezln) a firma del Subcomandante Marcos: “¿Escucharon? Es el sonido de su mundo derrumbándose. Es el nuestro resurgiendo. El día que fue el día, era noche. Y noche será el día que serà el dia. Democracia! Libertad! Justicia!”. “L’avete sentito? E’ il rumore del vostro mondo che si sta distruggendo. E il nostro che sta risorgendo. Il giorno che è stato il giorno, era notte. E notte sarà il giorno che sarà giorno.” Democrazia! Libertà! Giustizia!

 

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