La Nigeria, i vaccini antipolio e una folle strage

In mattinata nove operatrici sanitarie che stavano somministrando dei vaccini contro la poliomielite in due diversi ambulatori sono stati freddati da ignoti attentatori a Kano, seconda città del Paese. Dietro gli atti sembrano esserci gruppi di religiosi fanatici che strumentalizzano le campagne di immunizzazione.

I due episodi che oggi hanno scioccato la popolazione nigeriana sembrano avere la mano di alcuni uomini giunti su dei taxi a tre ruote (di cui la polizia non ha reso note le identità) e si verificano, probabilmente non a caso, dopo giorni di martellante campagna anti-vaccini messa in atto da un predicatore islamico locale ed amplificata da radio e media locali.

I vaccini antipolio sono accusati nei discorsi dei fanatici di essere un’arma attraverso la quale gli Occidentali, con gli Stati Uniti in testa, hanno l’intenzione di nuocere agli africani per decimarli ed impossessarsi delle loro terre. Non è la prima volta che i preparati antipoliomielite causano questo tipo di reazioni: già in Pakistan (come vi abbiamo raccontato tempo fa qui) e in Afghanistan, gli altri due Stati dove la malattia è ancora endemica, le campagne di immunizzazione hanno lasciato sul terreno delle vittime a seguito di attentati di estremisti.

La Nigeria, e la città di Kano in particolare, da alcuni anni è inoltre bersaglio delle operazioni terroristiche del gruppo jihadista Boko Haram (un appellativo che mischia lingua hausa e araba e che letteralmente significa “l’educazione occidentale  è peccato). Ogni tipo di presenza occidentale, sia essa sotto forma di persone o di pratiche, è ritenuta dall’organizzazione “corruttrice dell’islam” e per questo da combattere. Questo tipo di idee sono però diffuse largamente nel Paese e al di là di Boko Haram anche altri gruppi e potenti personalità locali utilizzano strumentalmente la religione per giustificare atti criminali e intimidatori e consolidare così il loro potere sulla popolazione.

Nel 2012 due agenti di polizia addetti alla protezione di infermiere che somministravano i vaccini sono stati anch’essi uccisi in un agguato, ma non è stato chiarito se anche in questo caso il movente era legato alle vaccinazioni ed alla contrarietà dei religiosi. Tale opposizione già nel 2003 portò ad un blocco della per 13 mesi della campagna di immunizzazione promossa dalle Nazioni Unite, il che ha aggravato ulteriormente le condizioni dei cittadini, già vittime del virus della poliomielite a causa delle condizioni ignieniche precarie e della malnutrizione.

Il tutto avviene nell’euforia generale per le qualificazioni della Nigeria alla finalissima della Coppa d’Africa che disputerà contro il Burkina Faso (l’articolo di Jeune Afrique), e mentre alcuni media (a quanto riporta ThinkAfricaPress) considerano che il Paese scalzerà il Sudafrica nei prossimi anni come prima economia del Continente. Nonostante le difficoltà della gente comune.

 

La cronaca dell’accaduto su Sahara Reporters e Le Monde

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