La proposta per una legge “anti-contestatori”

Se ne parla a pagina due del Corriere della Sera di oggi, in un breve articolo, si spiega l’idea del deputato PDL (quota Forza Italia) Ignazio Abrignani. Cosa prevede?

La legge prende spunto da quanto successo in piazza a Brescia l’11 giugno scorso: c’era stata la condanna in appello di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset l’8 maggio prima, così quello che doveva essere l’evento conclusivo di una campagna elettorale per il sindaco Adriano Paroli a Brescia si trasforma in una manifestazione in difesa di Berlusconi dove rimangono solo i simboli del “PDL per Paroli sindaco” a parlare di una campagna elettorale che poi ha visto vincitore al ballottaggio il piddino Emilio Del Bono. A seguito della presenza in piazza di Silvio Berlusconi, c’è la risposta di un piccolo sit-in del Movimento cinque stelle e un ben più organizzato e nutrito gruppo di precari, studenti e pensionati in una piazza Duomo completamente blindata. Dai bresciani e dalle bresciane vengono contestati tutti i big presenti da Formigoni alla Gelmini fino a Brunetta tutti scortati e tenuti lontani dai manifestanti da almeno una quarantina di agenti. Il Corriere della Sera e i pdellini parlano di scontri di piazza che ovviamente non sono avvenuti se non qualche contatto tra manifestanti e forze dell’ordine per poi giustificare appunto una proposta di legge che sta presentando Ignazio Abrignani.

 

 

Ignazio Abrignani è un deputato del Popolo delle Libertà (PDL), avvocato civilista che ricopre, per il partito, la carica di responsabile nazionale dell’Ufficio elettorale. Vicino alle idee di Claudio Scajola, di cui è stato capo della sua segreteria politica, e di Pisanu entrambi ex ministri degli Interni, ha avuto la bella pensata della proposta di legge che “disincentiverebbe” le contestazioni. Come riporta oggi il Corriere della Sera: “la norma, che si compone di un solo articolo, chiarisce che «chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione politica, sia pubblica che privata, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 1.000 a 2.500 euro». E c’è un’aggravante, con la «reclusione da due a cinque anni», se il contestatore è un pubblico ufficiale. Non solo. Nella sua proposta di legge Abrignani specifica che «se la riunione è di propaganda elettorale» — e quella del Pdl a Brescia era formalmente una manifestazione di sostegno al candidato sindaco alle Comunali — «la multa è raddoppiata»“.

Come poi ha avuto modo di spiegare lo stesso Abrignani, la sua proposta estenderebbe una norma che è già prevista per le riunioni di propaganda elettorale, che però, secondo il deputato PDL, non si applica a iniziative non elettorali e ai comizi per le Amministrative: “e quindi non alla manifestazione di Brescia o sul processo Ruby o qualsiasi iniziativa convocata per esprimere le proprie idee” dice Abrignani che chiede solo che vengano tutelate anche le sue idee. Nella rete si segnala che lo stesso deputato “è indagato a Milano per dissipazione post-fallimentare nelle indagini sulla bancarotta della Cit, l’agenzia di viaggi dello Stato di cui era commissario straordinario. La Cit è stata acquista dall’imprenditore campano Gerardo Soglia (pure lui candidato per il PDL), indicato come uno degli imprenditori che dovrebbe far parte della fantomatica cordata Berlusconi per l’acquisto di Alitalia”.

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