La Pussy Riot che dovrà rimanere in carcere

Maria Aliójina, una delle ragazze del collettivo punk dovrà rimanere imprigionata nonostante la richiesta del rinvio dello sconto della pena tra nove anni (prevista dal codice penale russo) per accudire il bambino fino al raggiungimento dei 14 anni.Questa è la sentenza del tribunale della città di Berezniki: la richiesta della Pussy Riot è stata rifiutata. La motivazione è che Maria Aliójina, rinchiusa in Mordovia, nella regione del Volga, non soddisferebbe i criteri con i quali si potrebbe rinviare la pena in quanto aveva ottemperato agli obblighi di educare suo figlio che peraltro, oltre ad esser colpevole di teppismo, non si era pentita del suo gesto.

Al momento rimangono ancora in carcere Nadezhda Tolokónnikova e appunto Maria Aliójina, mentre un’altra Pussy Riot è in libertà vigilata Yekaterina Samutsévich.

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