La Turchia rimpatria attivisti filo-curdi: Antonio Olivieri non ha potuto festeggiare il Newroz

La Turchia, nonostante le recenti aperture al braccio armato della lotta per i diritti dei curdi, i dialoghi trapelati tra il Governo ed i vertici del PKK, continua ad immettere sul proprio territorio la mano della repressione.

Per i curdi questi giorni sono importanti perché di festeggiamenti. È in arrivo un giorno significativo(21 Marzo) ed anche in Turchia la popolazione curda sta festeggiando il Newroz, che per semplificare e rendere chiara questa celebrazione, è il loro capodanno. Ad Urfa, che nei giorni scorsi abbiamo già raccontato, è stato allestita una zona adibita a questi festeggiamenti, ridotta però a confini dal filo spinato, con la polizia che al suo esterno compie perquisizione, scattando fotografie segnaletiche a tutti i partecipanti, mentre all’interno del perimetro si susseguono gruppi musicali ed interventi politici.

Un attivista italiano, da anni attivo nella lotta per i diritti dei curdi, si era recato in Turchia per poter partecipare ai festeggiamenti del Newroz: Antonio Olivieri, presidente dell’associazione “Verso il Kurdistan”. Però la morsa stringente della repressione turca continua anche a prevenire, schedare e dunque a respingere i visitatori indesiderati. Diversi attivisti italiani devono fare i conti con misure restrittive sul territorio turco.

Tutti quelli che ormai si sono palesati come sostenitori della causa curda, una volta giunti in Turchia vengono respinti dalle autorità. È quanto accaduto ad Antonio, che arrivato ad Istanbul, assieme ad una delegazione della sua associazione, è stato trattenuto per un’intera notte, con la possibilità di usufruire solo di una piccola bottiglia d’acqua, per poi essere rimpatriato in Italia. Il suo viaggio era destinato alla distribuzione di borse di studio ai ragazzi della popolazione curda in difficoltà economiche a Cirnak, Diyarbakir, Hakkari, e Yuksekova, che risentono di famiglie martoriate da arresti politici e dunque privi di madri, padri o fratelli.

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