La “velocità” di giustizia e lavoro in Italia

La lentezza sul doppio canale giustizia-lavoro sembra ormai atavica per l’Italia, tuttavia dati recenti mostrano come questa possa piegarsi addirittura verso un peggioramento.

Il Senato italiano ha ospitato la lettura di un rapporto OSCE (Organization for Security and Co-operation in Europe) inerente all’efficienza della giustizia dei Paesi europei, rapportati ad esempio ad uno dei Paesi più veloci nei procedimenti giudiziari: il Giappone.

L’Italia, tra i Paesi della Comunità europea, si è segnalata, nel rapporto, come quello più inefficiente soprattutto in termini di tempi, con una media preoccupante, che incide poi anche sulla relativa fiducia verso il sistema giudiziario. Per il primo grado di un processo ci si pronuncia dopo 564 giorni, mentre in media passano otto anni per tutti e tre i gradi d’appello. Raffrontati con il sistema giapponese questi dati hanno del ridicolo, visto che, con le dovute proporzioni verso i due sistemi di giudizio, lì mediamente ne passano centosette di giorni.

Restando in Europa, i tre gradi di giudizio in Svizzera si raggiungono, con la media minima, in trecentosessantotto giorni. Italia e Svizzera possono tranquillamente reggere il confronto perché dal loro prodotto interno lordo concedono all’apparato giudiziario lo stesso 0,2%.

Sul tema dell’occupazione invece, a proposito del quale il Governo la settimana prossima dovrebbe approvare il pacchetto lavoro, si è espressa la leader del sindacato Cgil, Susanna Camusso,  che si è detta non convinta dei possibili incentivi:“Gli incentivi non determinano la creazione di lavoro e crescita, per queste cose servono investimenti”.

Tra i nodi da sciogliere per il pacchetto ci sono anche le modifiche della riforma Fornero ed alla costrizione alla flessibilità da essa indicata.

Piccoli segnali di speranza arrivano invece da un recente calcolo ISTAT, che ha rintracciato come nei primi mesi del 2013, fino agli stipendi di maggio appunto, la retribuzione inerente alle ore di lavoro sia cresciuta dell1,4% rispetto al 2012.

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