La visita in Palestina di Obama e una lettera

Come sapete, e come vi abbiamo scritto, Obama è in Israele e visiterà anche la zona sotto controllo palestinese. Ingenti le misure di sicurezza prese per l’evento mentre sono in molti a contestare il suo arrivo nella parte della Cisgiordania. 

Ad Hebron sono scesi per le strade con le maschere di Martin Luther King, in molti sono stati arrestati e come al solito hanno preso le loro scarpe in mano in segno di non rispetto verso il presidente statunitense. Barack Obama è l’ennesimo amico di Israele sostengono, è arrivato in Israele senza un piano di pace, senza avere la pretesa di dover risolvere il conflitto (come suoi predecessori hanno fatto). E’ stato accolto dal premier Netanyahu e dal presidente Peres: grandi discorsi sull’amicizia tra Israele e Stati Uniti sono stati fatti (“siamo vicini perché abbiamo una storia comune, patrioti determinati ad essere popoli liberi” ha detto Obama) che ha poi “benedetto” il nuovo governo israeliano.

Nel frattempo, oltre alle manifestazioni spontanee a Gaza (in testa i leader di Hamas e del Fronte Popolare) dallo stesso territorio sono partiti, come vi segnaliamo, dei razzi che hanno colpito villaggi a sud di Israele ma che non hanno ucciso nessuno. Di manifestazioni ce ne sono state molte ed una è stata quella dei 500 palestinesi che hanno eretto un’altra volta il villaggio di Bab al-Shams

Intanto una lettera da recapitare ad Obama è stata inviata dalla madre di Samer Issawi, uno dei prigionieri politici palestinesi che ha animato le ultime rivolte all’interno dei carceri. E’ stata tradotta dall’agenzia Nena News e noi ve la riportiamo integralmente:

Sono la signora Laila Tareq Issawi, la madre di Samer Issawi che è in sciopero della fame nelle carceri dell’occupazione israeliana da 241 giorni, un nuovo evento della storia umana vi chiama, come il più importante alleato di Israele e come il Presidente del Paese più potente del mondo, per chiedervi di intervenire immediatamente per salvare la vita di mio figlio che, mentre scrivo queste parole, è sotto minaccia, e per non avere le vostre mani sporche di sangue dopo che Netanyahu ha macchiato le sue col sangue di Samer.

Samer è stato rilasciato come parte dell’accordo di scambio tra prigionieri fatta sotto gli auspici del governo egiziano e la tua benedizione, il governo di Netanyahu lo ha arrestato nuovamente il 07/07/2012 con l’accusa di essere in territorio palestinese, per questo è stato condannato dai tribunali israeliani a 8 mesi, che ha già scontato.

Invece di rilasciare Samer, Israele ha aperto un file segreto per tenerlo ancora in prigione e non rispettare gli accordi di scambio dei prigionieri e gli impegni assunti.

Io sono una madre palestinese, come migliaia di altre madri palestinesi che soffrono nel dolore.

Io sono la madre di Fadi, che fu assassinato da Israele nel 1994 nella primavera della sua vita, sono la madre di Midhat che è anche lui nelle carceri israeliane, sono la madre di Ra’fat al quale Israele ha demolito la sua casa e lasciato la famiglia senza fissa dimora, sono la madre di Shireen, Firas e Shadi che non hanno potuto evitare ripetutamente carcere e tortura.

Siamo una famiglia che Israele priva di acqua e che ci avrebbe privato anche di cibo e medicine se solo potesse. 

Voi, che arrivate da terra di pace, dopo essere stato incoronato con un premio Nobel per la pace e che attraverso i lunghi quattro anni di Presidenza non siete riuscito a realizzare un progetto di pace o indignarvi, questa è la vostra occasione per salvare Samer dai denti di questa brutale occupazione, in modo da non chiedersi con altri milioni di persone in tutto il mondo: perché sei venuto da noi?

Vi prego di accettare il mio saluto,

Laila Tareq Issawi

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