L’anniversario della rivoluzione in Egitto e gli scontri

A partire dal 25 gennaio del 2011 iniziarono i moti di rivolta, l’insurrezione contro un potere logoro, contro un tiranno che andava buttato giù. Migliaia di persone scesero in piazza e migliaia ancora sono pronte per scendere nei luoghi simbolo. 

Già nella giornata di ieri però, il giorno prima dell’anniversario, la polizia ha dovuto disperdere i manifestanti che erano accorsi in piazza Tahrir con gas lacrimogeno. Al Cairo, infatti, erano accorsi in parecchi per protestare contro chi a loro modo “tradisce la rivoluzione” e a salire sul banco degli imputati è proprio il presidente egiziano Mohammed Morsi.

In un clima di non troppa stabilità politica, dove scenari particolari andranno a raffrontarsi anche con le prossime elezioni, la situazione rimane ancora molto tesa e basta un nonnulla per degenerare. Succede così che giovedì sera i manifestanti hanno cercato di rimuovere i blocchi di cemento messi dalla polizia per ostacolare l’ingresso a piazza Tahrir (erano stati posti proprio con l’intento di prevenire scontri durante le celebrazioni) e il massiccio intervento della polizia non si è fatto attendere. Gli scontri sono proseguiti durante la notte e la polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti accampati sulla piazza. Almeno otto persone sono rimaste ferite, come poi hanno riportato i funzionari.

In vista del raduno previsto Mohamed ElBaradei, leader dell’opposizione ha dichiarato: “Chiedo a tutti di partecipare e andare in ogni luogo in Egitto, per dimostrare che la rivoluzione deve essere ancora completata”. Dall’altra parte il presidente Morsi ha invitato gli egiziani affinché si celebri l’anniversario in modo pacifico, “tale da salvaguardare la nostra nazione, le nostre istituzioni, le nostre vite”.

Della situazione politica in Egitto ne avevamo parlato qui con Massimo Campanini.

Bookmark the permalink.