Le foto del Newroz e il discorso di Öcalan

Anche quest’anno centinaia di migliaia di persone si son ritrovate a Diyarbakir, capitale del Kurdistan turco: bandiere, fuochi e la lettera dal carcere del leader indiscusso Ocalan.

Sirri Süreyya Önder (di cui vi avevamo già parlato qui) ha letto il documento di Abdullah Öcalan (qui trovate il testo integrale in inglese) che si trova ancora confinato nell’isola prigione di Imrali. Öcalan nel suo discorso ha salutato con un “Merhaba!” il suo popolo, quello turco e tutte le persone del Medio Oriente che stanno festeggiando il Capodanno, ha parlato poi subito del processo di pace iniziato proprio lo scorso anno durante il Newroz.

“La storia ci ha dimostrato che se non c’è un’avanguardia decisa di pace, i problemi storici in genere continuano ad evolversi con gravi perdite. La domanda più importante che dobbiamo affrontare è questa: dobbiamo continuare con colpi ricorrenti, oppure di scegliere il percorso di una democrazia radicale?” ha scritto Öcalan. L’attuale periodo “che abbiamo attraversato dall’ultimo Newroz esprime esattamente questo bivio”, o il dispotico regime sulla base della modernità capitalistica o una vera esperienza di democrazia basata sulla relazione storica turca-curda di riforme democratiche globali.

Nella lettera Öcalan ha esortato il suo popolo a continuare in questo percorso affermando come “la pace è più difficile della guerra. Non abbiamo avuto paura della guerra e ora non avremmo paura di fare la pace”. Tuttavia, Öcalan ha ribadito come i colloqui non siano giuridicamente vincolanti e che i curdi non hanno sufficienti garanzie rilanciando come sia necessario “disporre di un quadro giuridico per il funzionamento dei negoziati”.

LE FOTO DEL NEWROZ













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