Le foto durante un corteo (e un’auto-narrazione da vedere)

Finalmente un interessante contributo di un lavoratore dell’informazione rilancia una discussione tra media (freelance o giornali indipendenti) e movimenti alla luce di quanto accaduto dopo i fatti del 19 ottobre quando i media mainstream prima della data hanno teso a innalzare un clima di tensione parlando di storie molto fantasiose su black bloc e vari gruppi antagonisti (come al solito) e durante erano solo interessati al momento degli scontri.

Dall’altra parte c’è tutto un mondo dell’informazione che, come ci proviamo anche noi, tratta spesso dalla prima linea di quello che succede all’interno di manifestazioni per dar voce a forme di proteste bistrattate da i media mainstream e che invece hanno molta rilevanza il più delle volte in quanto espressione proprio della realtà quotidiana. E’ ovviamente complicato per il manifestante scindere, specialmente in determinate situazioni, da un fotografo “buono” e uno “cattivo” ovvero quello interessato solo al profitto (sicuro è che la figura del fotografo che scatta per cambiare il mondo diciamo che non esiste, non siamo banali,  ma non si può ridurre tutto a minima tecnica) o a caricare a gratis foto su LaRepubblica.it come si dice nello stesso contributo di Valerio Nicolosi.

Dovremmo iniziare ovviamente anche a parlare di ciò, perché anche un sistema di informazione diverso o un occhio diverso che scatta aiuterebbe, e molto, ad affrontare determinate tematiche.

Non inizio la lettera con “Egregio Direttore” perché sto scrivendo ad una redazione di persone che conosco, con cui collaboro e che fanno il loro lavoro con professionalità. Il punto che voglio toccare è proprio quest’ultimo, la professionalità. Faccio una premessa.
Nei giorni che hanno preceduto il 19 ottobre si parlava della manifestazione come di un punto di non ritorno. Black Bloc, bombe trovate in giro per la città, stranieri arrestati perché ricercati per terrorismo (sic!) nei propri paesi d’origine. I paragoni erano d’obbligo con i più recenti 15 ottobre 2011 e 14 dicembre 2010 ma a me sembrava si volesse rispolverare il mito del ’77 con le armerie saccheggiate, sparatorie, assalti ai palazzi del potere o chissà quale altra cosa. Continua a leggere qui…

 

Di seguito una bella auto-narrazione che vi vorremmo proporre e che non ha bisogno di molte presentazioni, potremmo partire anche da qui:

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