L’Egitto e i processi della rivoluzione

La polizia antisommossa è dovuta ricorrere ai soliti metodi per disperdere la folla di manifestanti che si erano raccolti fuori dal tribunale di Alessandria. I manifestanti erano accorsi per ascoltare il pronunciamento della Corte sulla responsabilità delle uccisioni di civili durante la rivolta del 2011 contro MubarakGas lacrimogeni contro gli attivisti e contro i familiari delle vittime che hanno risposto con lancio di bottiglie e pietre, mentre nell’aula chi doveva rispondere delle accuse erano un ex capo della polizia e cinque altri ufficiali. Il bilancio alla fine è stato di tre dimostranti e tre poliziotti feriti dopo che, secondo quanto riportano le agenzie, le forze di sicurezza avrebbero tentato di innalzare delle recinzioni per allontanare i manifestanti.

Ad oggi un centinaio di ex agenti di polizia sono stati processati per l’uccisione o il ferimento di manifestanti durante la rivoluzione contro Hosni Mubarak nel 2011, e in tutti i casi gli agenti di sicurezza sono stati assolti o gli è stata sospesa la pena. Nei giorni delle rivolte, solo ad Alessandria, persero la vita 300 persone e l’ex capo alla sicurezza, Mohammed Ibrahim, è attualmente sotto processo insieme ad altri cinque agenti di polizia per l’uso di spropositata violenza contro i manifestanti.

Proprio ultimamente si era espressa la Corte di Cassazione egiziana che aveva accolto il ricorso che gli avvocati di Mubarak,al momento riversa in condizioni di salute critiche, avevano presentato: il processo contro di lui e contro l’ex ministro dell’Interno Habib El Adly va rifatto. 

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