Lettera con minacce di morte in nome della lotta contro la TAV. Cui prodest?

Nella giornata di ieri, è stata recapitata, presso le sedi dell’ANSA di Torino, di Bologna e di Roma, una lettera di tre pagine  firmata con la sigla NOA (nuclei operativi armati). In questo documento, recapitato con una busta bianca affrancata con timbro sembrerebbe di Torino e due francobolli da 0,70 euro ciascuno, si preannuncia la volontà di passare alla lotta armata visti gli scarsi risultati di  quella pacifica ed addirittura la pronuncia, mediante un fantomatico tribunale popolare, di quattro condanne a morte, ritenute “immediatamente esecutive”

I destinatari sarebbero il senatore del PD Stefano Esposito, strenuo sostenitore del Torino-Lione;  il capo della Digos di  Torino Giuseppe Petronzi; Massimo Matteucci, presidente di Cmc, azienda ravennate impegnata nella cantiere di Chiomonte e Maurizio Bufalini direttore dei lavori Ltf. 

In questo documento, in cui convivono, non sempre armoniosamente, postulati di matrice anarchica con delle frasi prese in prestito dalla tradizione della lotta armata marxista-leninista degli anni Settanta, in maniera piuttosto sconclusionata, si  legge:

 
“I Nuclei Armati Operativi sono pronti all’azione diretta nei confronti dei mandati e degli esecutori della strategia repressiva che sta togliendo libertà e prospettiva al movimento no tav. Le accuse, ridicole, di terrorismo richiedono una risposta forte che dimostri, rapidamente, che non siamo inermi. Ora è il momento di praticare la lotta armata di liberazione, i terroristi sono loro, noi siamo i partigiani della libertà”.
 

Naturalmente  il documento è al vaglio degli inquirenti che hanno dichiarato di conoscere già questa sigla, che  ai piu’ risulta tuttavia sconosciuta. In ogni caso le reazioni non si sono fatte attendere: molti sono stati gli attestati di solidarietà a partire dal Ministro Lupi che,  ha paragonato i sedicenti NOA  ai nazisti, passando per il vice sindaco della città della Mole, dal sindaco di Ravenna, del neo segretario del PD torinese Gariglio e di molte altre personalità ancora.

Anche il movimento No-Tav ha preso parola per smarcarsi da questo farneticante comunicato, ritenuto una provocazione dei poteri forti, anzi rispedendo le provocazioni al mittente e riaffermando che la natura del movimento è popolare, di massa e pronto ad intraprendere qualsiasi forma di disobbedienza civile, ma  che allo stesso tempo  condanna  la violenza nei confronti delle persone. 

Alla luce delle varie prese di posizione e di una lettura attenta di un documento scritto in maniera molto discutibile, piuttosto che diradarsi, i dubbi aumentano. Aldilà di un testo caricaturale, cio’ che insospettisce maggiormente è il contesto in cui ci troviamo attualmente a destare qualche perplessità. Infatti questo vero e proprio fulmine a ciel sereno arriva a pochi giorni dalle manifestazioni nazionali previste per sabato 22 Febbraio, in piena campagna di raccolta fondi per pagare le spese legali del movimento, oltre che all’indomani del rinvio a giudizio di un carabiniere per le violenze perpetrate a Chiomonte nel Luglio del 2011. Senza dimenticare, sullo sfondo, la decisione di Gigi Richetto e Nicoletta Dosio volti noti della protesta contro l’alta velocità, di candidarsi alle elezioni europee con la lista Tsipras per portare le ragioni della Valle a Strasburgo.

È proprio in base a questi dati che è del tutto lecito interrogarsi  su dinamiche sempre troppo simili tra loro ed utili ad alzare la tensione alla vigilia di appuntamenti nazionali, come appunto i cortei di sabato ed in un momento di grande rilancio delle lotte popolari su tutto il territorio nazionale. A ben vedere, gli unici a giovare di un gesto simile,  cioè di un volantino dai tratti caricaturali in cui a cui difficilmente si riesce a dare credibilità, sono i propugnatori delle tesi che vedono nella protesta NO-TAV una forma di terrorismo da estirpare a tutti i costi dalla valle.

Del resto non sarebbe il primo episodio “anomalo” a queste latitudini: basti pensare alle molotov ritrovate sotto casa dello stesso Esposito, un’abitazione per sua stessa ammissione video-sorvegliata e di cui non sono mai stati trovati i presunti responsabili.

Una delle personalità piu’ influenti della storia politica dell’Italia repubblicana disse “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” chissà che questo non sia uno di quei casi…

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