L’Inghilterra arresta un presunto torturatore del Nepal grazie a una legge pro-diritti umani

È successo nel Sussex, dove un 46enne è finito in manette con l’accusa, da parte di un connazionale, di aver commesso torture nel suo Paese durante la guerra civile nepalese che è durata 10 anni, dal 1996 al 2006. Una sezione del Criminal Act inglese permette di intervenire contro chi ha commesso crimini di guerra e abusi dei diritti universali dell’uomo.

Ufficiali del nucleo antiterroristico della Metropolitan Police hanno arrestato un uomo, adesso trattenuto in custodia in un commissariato di polizia, dopo che un cittadino nepalese residente nel Regno Unito lo aveva riconosciuto come l’agente statale che lo aveva pesantemente torturato al fine di ottenere informazioni durante la guerra civile in Nepal. Ciò è stato possibile grazie alla sezione 134 del Criminal Justice Act datato 1988, che consente alla polizia britannica di indagare, arrestare e perseguire chi ha commesso violazioni dei diritti umani, considerati come un’offesa alla giurisdizione universale. Questo può avvenire anche se gli abusi sono stati commessi oltremare ed anche se non hanno alcuna connessione con il Regno Unito.

La legge, utilizzata per la verità molto raramente, difficilmente porta allo svolgimento di un processo ed alla sua conclusione, essendo molto complicato trovare delle prove attendibili, e per di più all’estero. In precedenza solamente una volta si è riusciti ad arrivare ad un procedimento giudiziario con tanto di condanna del colpevole. Ciò è successo nel caso di un cittadino afghano, ex “signore della guerra”, che nel 2005 è stato condannato a 20 anni di reclusione in un tribunale a sud di Londra per aver commesso torture ed aver preso in ostaggio dei suoi compatrioti in Afghanistan.

I movimenti per i diritti umani in Nepal ancora chiedono di porre fine all’immunità per i colpevoli dei crimini commessi durante la guerra civile che ha opposto le forze armate al potere ed i ribelli maoisti per 10 anni, e che ha causato 16.000 tra morti e scomparsi e migliaia di torturati, feriti e vittime di abusi. Sono stati pochi i processi che fino ad ora hanno fatto giustizia nel piccolo Paese asiatico, e sarebbe un segnale molto positivo se almeno in questo caso,  seppur all’estero, chi ha commesso tali abusi venga equamente punito.

 

La Bbc ha riportato la notizia qui

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