Lo spettro del fascismo in Ucraina

La composizione delle manifestazioni di piazza in Ucraina, che da mesi a questa parte hanno destabilizzato il paese, è molto variegata: numerose testimonianze hanno evidenziato come tra i movimenti più presenti ci fossero quelli neofascisti. Ma da dove viene tutto ciò?

Un articolo comparso ieri su Haaretz, giornale “di sinistra” e non allineato israeliano, a firma della giornalista Lolita Brayman mette in chiaro alcuni punti sulle rivolte di Kiev: quella che lei chiama “la lotta per l’indipendenza dell’Ucraina” sarebbe tormentata dai vecchi ricordi del fascismo. Ripercorrendo le fasi della storia ucraina, infatti, si sottolinea nell’articolo come i “nazionalisti hanno combattuto più di una volta contro i sovietici nel secolo scorso, anche quando ciò significava l’allineamento con la Germania nazista”.

L’Ucraina è un paese dove si “idolatra” da una parte e si “condanna” da un’altra Stepan Bandera ovvero il politico ucraino che è accusato di omicidi di ebrei e che nel 1939 mise in piedi una formazione nell’esercito tedesco (il cosiddetto Battaglione Nachtigall) di soli ucraini. Ed è da questa figura che Lolita Brayman inizia a parlare del nazionalismo e dell’antisemitismo (“ancora una minaccia”) che è ancora radicato nel paese ucraino: “ad esempio, la coalizione di opposizione, comprende il partito Svoboda [formazione di estrema destra, ndr].” Il suo leader, Oleh Tyahnybok, come si riporta nell’articolo, è stato denunciato per i suoi commenti razzisti.

La giornalista poi ricorda come già dall’inizio della protesta contro il governo di Viktor Yanukovich vedevano in prima linea vari simboli appartenenti al neofascismo: croci celtiche, simboli delle SS, i numeri 14/88 (secondo la combinazione numeri-lettere, il primo sta per uno slogan che inneggia alla razza bianca, il secondo sta per il saluto “Heil Hitler” – l’ottava lettera dell’alfabeto è la “h”), il “Sole Nero” e via dicendo.

 

Come si spiega nell’articolo però, Anton Shekhovtsov, un ricercatore ucraino di gruppi di estrema destra europei, ha detto che i gruppi neo-nazisti sono solo una piccola parte della protesta: ”il movimento è tollerante rispetto alle opinioni estremiste delle varie organizzazioni, ma non necessariamente le sostiene queste idee” affermando come queste proteste non vogliano escludere “gente ma vuole unire i manifestanti per un’opposizione più forte”.

Ma i manifestanti, si legge nell’articolo hanno “marciato portando le foto di Bandera sotto le bandiere rosse e nere dell’Ukrainian Insurgent Army, l’esercito paramilitare e poi partigiano nazionalista che ha combattuto sia i nazisti che i sovietici. In Piazza Maidan, queste immagini rappresentano la storia della guerra e della lotta per la sovranità dell’Ucraina, non il nazismo, ha detto Vyacheslav Likhachev, ricercatore presso l’Euro-Asian Jewish Congress.

Secondo Likhachev, “i simboli provocatori devono essere compresi nel contesto di un’ immagine eroica ucraina del passato. In un contesto contemporaneo, non è corretto associare Bandera con i neo-nazisti”. La cronaca però non riserba notizie tranquille per la comunità ebraica: a Kiev si sono registrati attacchi contro le strutture del posto mentre proprio lo scorso sabato un rabbino ucraino ha invitato gli ebrei a lasciare la città temendo che la comunità stessa potesse esser vittima di attacchi nella crescente violenza. “In ogni caso, il futuro politico dell’Ucraina è incerto e il divario culturale potrebbe allargarsi”.

 

Il video ritrae le ultime manifestazioni a Simferopoli, in Crimea, dove si sono fronteggiati pro e contro Russia.

 

 

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