L’Università di Milano e gli esperimenti: cavie di topi e conigli

La vivisezione sugli animali, in Italia, non è ancora pratica lontana o risolta soddisfacentemente a seguito del caso Green Hill. Le lotte contro la pratica continuano ad imprimersi sul territorio italiano.

Risale a due mesi fa l’occupazione dello stabilimento del dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano, dove erano pronti ad essere sacrificati quattrocento topi ed un numero indefinito di conigli. Il comitato “Contro Green Hill”è riuscito a portare via dai laboratori alcuni animali, ma chiede all’università di lasciare tutti gli animali in suo possesso, tenuti in gabbia con finalità di esperimenti.

Il comitato animalista ha provato a stabilire un ponte con i responsabili dell’università, affinché gli animali, gradualmente, trovino un affido diverso e possano uscire dai laboratori, dove sono rinchiusi, privi di stimoli, da svariati anni e dove devono fare i conti con attacchi  e crisi. Tutto ciò dettato dallo stato di abbandono e segregazione in cui vivono. Il comitato ha paura che gli animali che si trovano in pessimi condizioni fisiche, anziché essere curati vengano abbattuti.

La richiesta che viene fatta al Dipartimento di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Medica dell’Università degli Studi di Milano è volta all’affidamento completo degli animali ancora presenti in laboratorio ad associazioni qualificate, che lavorano con gli animali. Per fare pressione sui vertici dell’università bisogna compilare una lettera da inoltrare al rettore.

Il suo modello è di compilazione è presente qui.  Venerdì di questa settimana, 28 giugno, dalle 11 alle 13, presso il Dipartimento di Farmacologia di Milano, in Via Vanvitelli, ci sarà un presidio del comitato “Contro Green Hill”.

Questi i contatti di Facebook e Twitter, per per seguire le attività.

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