L’urlo di sofferenza dalle gradinate

La sofferenza non è mai troppa in questa città di vite e anime sacrificate.

La gente ci lascia nel silenzio e nel torpore delle coscienze macchiate e colpevolmente inermi. Esiste un luogo però in cui tale sofferenza si alza al cielo in un grido straziante che abbraccia tutti gli stadi d’Italia, i quali, come ci vuole far credere qualcuno rappresentano il covo di delinquenti e violenti buoni a nulla… lo stadio Erasmo Iacovone di Taranto.

A pochi mesi dalla morte di Francesco di Molfetta, un piccolo uomo che ha combattuto come un vero spartano contro il male che lo ha purtroppo sopraffatto, ci ha lasciato un grande combattente…Francesco Carrino, per gli amici Ciccio.

In molti stadi d’Italia (anche durante Napoli – Juventus) sono apparsi striscioni in memoria di Ciccio, 40 anni, non fumatore, strappato alla vita da un tumore ai polmoni.

Non avremo mai la certezza che tra il male e l’inquinamento ci sia un nesso forte, ma questi dubbi li lasciamo a chi vuole nascondersi con malafede dietro alla grande cazzata “Sarebbe successo lo stesso”. Una cosa è certa…lo stadio, gli ultras del Taranto sono il cuore pulsante di questa città, un’entità pensante più della classe politica locale.

E’ per questo che “qualcuno lassù” li vuole azzittire, vietando loro tutte le trasferte con la scusa di
fantomatiche rivalità con città e realtà che non hanno mai avuto il piacere di incontrare la tifoseria rossoblù. Le loro idee, la loro ventata di ribellione pacifica e giusta incute timore a chi ha da anni i fili delle marionette del destino della città, abbandonata nelle mani dei padroni usurpatori.

di Cosimo La Gioia

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