Mali, Algeria e le ombre sulla Primavera Araba

Ne parla così Tahar Ben Jelloun in un articolo tradotto e pubblicato su Repubblica quest’oggi, cercando di trovare un filo comune e di farne una critica generale, partendo dal prima e appunto anche chiedendosi chi siano effettivamente le milizie islamiche che ora occupano il nord del Mali. Lui è uno scrittore marocchino esperto di immigrazioni, razzismo ma anche ovviamente di Nord Africa.

“La «primavera araba» non finisce mai di sorprenderci. Ciò che sta accadendo da alcuni mesi nel Nord del Mali e nel Sud algerino è conseguenza di una serie avvenimenti occorsi più di vent’anni fa in Algeria, e più recentemente in Libia. La battaglia di Bengasi (marzo 2011) e il successivo linciaggio di Gheddafi (20 ottobre 2011) hanno lasciato allo sbando migliaia di soldati libici, oltre a numerosi mercenari e qualche Tuareg senza meta. Fuggiti verso il Sahel, questi sbandati hanno portato con sé ingenti quantità di armamenti prelevati da vari depositi. E nel deserto si sono aggregati ad altri avventurieri, come gli algerini del Gia (Gruppo Islamico Armato) che avevano preso parte alla guerra civile tra il 1991 e il 2001, i mauritani e i magrebini già passati per l’Afganistan, e altri tagliagole senza fede né legge, provenienti da vari Paesi della regione, e magari anche dall’Europa”. Continua a leggere qui…

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