Matrimoni gay in Inghilterra, ma non nelle Chiese: quando la politica sembra ragionare

Anche in Inghilterra la Chiesa ha una sua rilevanza e quindi il Parlamento nel provvedimento che oggi troverà il suo avallo definitivo, per l’ampliamento del diritto ai matrimoni gay, ne ha dovuto tenere conto. Tutte le organizzazioni civili e religiose potranno celebrare il rito, che però sarà illegale nella Chiesa d’Inghilterra ed in quella del Galles. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Ministro della Cultura, Maria Miller, che, pur essendo bersaglio della Chiesa inglese, in qualche modo ha rimediato, rendendo illegale la cerimonia nelle Chiese, che comunque saranno tutelate nel caso contrarie a tale matrimonio.

Il provvedimento entrerà nella sua fase finale, per entrare nella legislazione, nel prossimo Gennaio, così che il Parlamento possa poi approvarlo definitivamente questa estate. Insomma i primi matrimoni tra persone dello stesso sesso potrebbero avvenire nel 2014.

Il Partito Conservatore, nonostante l’eredità storica, in questo corso si è detto grosso modo compatto a tale iniziativa, soprattutto tramite il suo  Primo Ministro, David Cameron. Sono in minoranza gli esponenti dei conservatori in Parlamento che voteranno a sfavore di tale provvedimento. La Ministra Miller ha precisato che i punti che permetteranno il matrimonio omosessuale saranno plasmati sui canoni dell’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Diritti per tutti, anche per la Chiesa, che potrà continuare ad applicare il proprio diritto canonico, che vieta la celebrazione di matrimoni gay nelle Chiese d’Inghilterra ed in quelle del Galles, perché, per Maria Miller, la libertà è di tutti: sessuale e religiosa.

Bookmark the permalink.