Myanmar: i monaci buddhisti in piazza contro la repressione

Oggi nella capitale Rangoon e nelle principali città birmane migliaia di monaci hanno manifestato contro la violenta repressione messa in atto dalla polizia per porre fine ad uno sciopero dei minatori.

Il 29 novembre scorso, nei pressi della miniera di rame di Monywa una grossa manifestazione nonviolenta di lavoratori è stata violentemente attaccata dalle forze dell’ordine. 100 le persone ferite, tra cui molti monaci che erano lì per sostenere le proteste contro l’espansione della grande miniera nel nord-ovest del Paese. Un progetto fortemente sostenuto da Pechino: gli ideatori sono infatti la grande industria di armi cinese Norinco e la giunta militare birmana.

Si tratta del primo grande giro di vite da quando al potere nello Stato asiatico c’è il governo “civile” che lo scorso ha sostituito, almeno formalmente, la giunta militare. Lo stesso governo ha presentato ai capi religiosi delle scuse ufficiali per quanto successo ai monaci, che evidentemente non sono state ritenute sufficienti.

La leader dell’opposizione al governo, Aung San Suu Kyi, è al momento a capo di una commissione d’inchiesta ufficiale per chiarire le circostanze dell’accaduto.

 

Il birmano The Irrawaddy racconta la manifestazione di oggi qui. La Bbc riporta la notizia qui.

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