Naufraga l’accordo bipartisan sulla riforma dell’immigrazione Usa

Il progetto di riforma che avrebbe permesso a circa 11 milioni di migranti irregolari presenti negli Stati Uniti di iniziare il lungo iter per regolarizzare la propria posizione sembra essersi arenato ieri difronte alla Commissione Giustizia del Senato.

Nonostante il testo della proposta di legge che si pone l’ambizioso obiettivo di rinnovare l’intera normativa americana sull’immigrazione sia stato frutto di un lungo lavoro bipartisan da parte della “Gang of Eight” (così denominata dal numero dei componenti della commissione formata da democratici e repubblicani in pari numero) ieri nel corso della prima riunione in merito i repubblicani più ostili a questa riforma hanno dato il via alla loro strenua opposizione.

La strategia che i repubblicani intendono adottare è quella di ritardare l’approvazione del pacchetto di riforme attraverso una raffica di emendamenti: ieri ne sono stati registrati 300, di cui due terzi presentati dai repubblicani.

Il tentativo dei repubblicani è quello di subordinare l’accesso al riconoscimento di uno status legale per i migranti in posizione irregolare residenti negli Stati Uniti alla garanzia che la frontiera con il Messico è blindata e impenetrabile. Senza questa garanzia, infatti, molti senatori come Ted Cruz del Texas on ogni probabilità voteranno in senso contrario.

Il promotore della riforma, il democratico Chuck Schumer ha accusato l’opposizione di strumentalizzare la questione della sicurezza delle frontiere per nascondere il loro vero obiettivo: indebolire Obama e bloccare il provvedimento sull’immigrazione.

Alla luce di quanto accaduto ieri, sembrano svanire le speranze di riuscire a raggiungere un accordo bipartisan su una questione di fondamentale importanza come la riforma sull’immigrazione, un tema particolarmente caldo della politica statunitense che avrebbe costituito il primo grande successo per l’amministrazione Obama nel suo secondo mandato (di particolare importanza soprattutto dopo che Obama ha dovuto incassare la sconfitta nella battaglia sulle armi).

Tra gli emendamenti proposti ieri due, in particolare, porterebbero il processo di approvazione del pacchetto di riforme ad un punto morto.

Il primo, proposto dal deputato repubblicano dell’Iowa Chuck Grassley, obbligherebbe il governo a dimostrare la totale sicurezza della frontiera con il Messico almeno sei mesi prima di dare avvio al processo di acquisizione dei documenti. Il secondo emendamento, proposto sempre da Grassley, propone che sia il Congresso, piuttosto che il Governo, a decidere in merito alla sicurezza delle frontiere.

Questo tentativo di ritardare il processo di approvazione del pacchetto di riforme è stato supportato da altri 5 deputati repubblicani membri del Comitato Giustizia che minacciano di ritardare la prima fase del processo legislativo fino a luglio. Sebbene la maggioranza democratica nel Comitato Giustizia dovrebbe comunque assicurare la prosecuzione del processo di approvazione del pacchetto di riforme, la prima sessione di Giovedì ha messo in discussione l’idea che vi fosse un’ampia coalizione a sostegno di tale riforma.

Schumer, alla fine della giornata, ha commentato: se la conditio sine qua non per ottenere l’approvazione della legge è securizzare completamente la frontiera, probabilmente non c’è nessuna speranza che queste persone possano uscire dall’ombra e diventare regolari.

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