Nel violento Messico si muore ancora

Ancora una volta il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, ha detto che la lotta contro la violenza è una priorità. Ma in soli tre giorni si sono registrati ben 38 i morti. In una escalation della violenza senza eguali: 70 mila sarebbero i morti negli ultimi sei anni per fatti di droga.

Sedici degli ultimi trentotto sono stati trovati nella regione di Toluca ieri, mentre nel solo fine settimana sono ventidue i corpi trovati senza vita nella capitale. Tutto ciò è frutto della criminalità organizzata, praticamente inutile il discorso che Enrique Peña Nieto aveva fatto alla nazione quando aveva affermato come combattere la criminalità fosse la sua battaglia principale, per la quale lo stesso presidente ha emanato la legge che aiuterebbe a rintracciare e aiutare le migliaia di vittime di violenza legate a droga e altri crimini (tutto ciò con l’ausilio di un registro nazionale).

Se gli omicidi nella regione rimangono molto chiari quanto alla matrice del narcotraffico (i corpi mostravano segni di torture, segni associati a bande legare allo spaccio erano stati trovati vicino ai morti), i morti della capitale sarebbero “insoliti” secondo le autorità e tenderebbero ad escludere il coinvolgimento di gruppi di narcotrafficanti.

Qui sotto vi proponiamo il grafico del quotidiano messicano El Universal che mostra la nuova ondata di violenza che sta colpendo lo Stato.

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