No all’estrema destra islamofoba? Ditelo con un té!

Continua il nostro tour nelle forme di protesta alternative, pacifiche e creative. Dopo la Spagna (con #ToqueaBankia e i fabbri anti-sfratti), il Portogallo e la Turchia, questa volta facciamo tappa in una moschea di York, nel nord dell’Inghilterra.

La locale comunità musulmana vede al di fuori del suo luogo di culto assembrarsi uno sparuto gruppetto di manifestanti facenti capo alla English Defence League (EDL). Abbiamo già parlato in altre occasioni di questo movimento nato nel 2009 che mischia pericolosamente il peggio dell’estremismo ultras e del patriottismo con una dichiarata ostilità per i musulmani, e fin dalla sua nascita riesce a mobilitare discrete masse di persone in atti dimostrativi provocatori e spesso violenti, sfruttando l’odio per il diverso che non fa fatica ad affiorare in tempi di crisi. Attraverso i social network, la sezione EDL dello Yorkshire aveva appunto invitato una domenica di fine maggio ad un sit-in di contestazione anti-islamica davanti alla moschea, riscontrando l’adesione di sole 5-6 persone.

 

Ai primi cori e slogan contro la sharia, alcuni fedeli hanno deciso di uscire dall’edificio. Ma come avranno mai reagito questi “pericolosi islamici”, che nell’immaginario collettivo di alcuni sarebbero indefessi estremisti e violenti per natura? Lapidazione? Scimitarre? Attacchi suicidi? Tritolo nel nome di Allah? Nulla di tutto questo. Sono semplicemente andati incontro ai manifestanti con tazze di té e biscotti. Nella migliore delle tradizioni british.

 

Dopo l’iniziale stupore degli ultras e un’intensa discussione, addolcita però dal té e dai biscotti, i manifestanti dell’EDL hanno abbandonato ogni velleità di scontro accettando l’invito di alcuni dei ragazzi della moschea a sfogare le tensioni in un’allegra partita di calcio. Anche in questo caso, non poteva esserci nulla di più inglese. Con questo inatteso e disarmante atto, i musulmani di York non solo hanno dimostrato concretamente che il dialogo e l’apertura verso l’altro possono essere più forti ed efficaci dell’odio e della violenza, ma hanno anche indirettamente risposto a quelli, come l’English Defence League e altri movimenti nazionalisti, che li dipingono come inconciliabili con la cultura locale. Quante volte si pensa o si sente dire che i musulmani non possono integrarsi nelle società europee e, nel solito appiattimento tra islam e immigrazione, che tenteranno sempre di riprodurre pedissequamente le tradizioni dei Paesi d’origine? La smentita ce l’hanno data palesemente i fedeli di York con un tris di té, biscotti e football.

L’islam europeo e il dialogo tra le diverse culture e religioni, che sono una realtà quotidiana ma troppo poco sotto i riflettori, sono particolarmente sotto attacco nel Regno Unito dopo l’omicidio del militare Lee Rigby compiuto a Woolwich (Londra) il 22 maggio scorso da Michael Adebowale e Michael Adebolajo, convertiti recentemente all’islam (o più che altro, al fanatismo violento). Proprio l’English Defence League ha messo in atto una massiccia mobilitazione in tutto il Paese, sfruttando la rete per far circolare video e appelli di feroce propaganda anti-islamica, promettendo vendetta per l’assassinio del militare, strumentalmente addebitato alla presenza musulmana. Le iniziative xenofobe del gruppo sono tuttavia state ostacolate dagli hacker inglesi di Anonymous, che con un’azione chiamata #OpEDL, “operazione EDL”, hanno attaccato il sito internet e le pagine facebook e twitter degli ultras islamofobi.

 

La notizia riportata dalla BBC

 

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