Non si placano i tagli al welfare e l’applicazione di nuove imposte fiscali del Ministro Osborne in UK

Sono lontani i tempi della Gran Bretagna come bacino di stato sociale irremovibile, di sindacati forti e di Patria natale del Welfare State. Nonostante Londra ed il suo welfare siano sopravvissuti alle cesoie nel neoliberismo di Margaret Thatcher, una nuova stagione di tagli sembra propinarsi, in una previsione di sei anni di pesanti pressioni fiscali e perdita di rassicurazione per le fasce sociali più deboli. I ministeri del tesoro europei sono in un’ascesa inquietante di popolarità, quasi sempre per un accumulo di personalità e di odio dei suoi rappresentanti. Questo ruolo in Gran Bretagna è interpretato dal conservatore George Osborne, Cancelliere dello scacchiere britannico e capo del Ministero delle Finanze del Governo guidato da David Cameron.
Fino al 2018 le riforme dettate da Osborne sono di progressivi tagli, utili a sfaldare il debito, ma a far crollare definitivamente alcune certezze che i cittadini britannici avevano consolidato in questi anni. I tagli comprenderanno anche, con modalità decise dai singoli apparati burocratici, Scozia, Irlanda del Nord e Galles.
L’ultima misura prevista contempla un’imposta per la numerosissima classe media inglese, composta da circa quattrocentomila persone, alla quale verrà chiesto un’ulteriore imposta sul reddito. La spesa pubblica entro il giugno di quest’anno vedrà una drammatica riduzione di dieci miliardi di sterline, che coinvolgeranno tutti i settori della società.
George Osborne ha denominato tale periodo come età dell’austerità, necessaria a ridurre il debito del reddito nazionale, entro e non oltre, secondo il Ministro, il 2016. In progressione per i prossimi anni saranno tagliati i sussidi abitativi, i fondi all’assistenza sanitaria, alle singole municipalità ed a tutte le associazioni di volontariato, che dovranno fare affidamento sulla solidarietà dei singoli e non più sullo Stato sociale.
Al momento gli unici apparati salvatisi dalla mannaia del Governo conservatore sono stati il Ministero della Difesa e quello della Giustizia, tuttavia sono previsti tagli anche in questi settori nel prossimo anno. Tra i tagli ai sussidi abitativi Osborne voleva colpire anche quelli ai minori di venticinque anni, ma al momento sono stati preservati dall’opposizione di una parte del Parlamento ed anche dalla sua stessa parte politica. Altra proposta bocciata è stata quella di riformulare la retribuzione regionale nel settore pubblico.
First Line Press seguirà le dinamiche di questi tagli. In un Paese nel quale il Welfare è stato sempre forte, come potrà reagire la società civile a quest’abbandono? Si innescheranno dei meccanismi di solidarietà individuale a cui non si era abituati?

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