Nothingfor me, Everythingfor us! Il 19 e il 20 Aprile tutti in piazza con il Movimento dei Migranti e dei Rifugiati

“La società si cambia con le lotte e non con le urne”

A essere convinti di questo sono gli attivisti del “Movimento dei Migranti e dei Rifugiati” di Caserta e del centro sociale “Ex Canapificio”, che di questa espressione hanno fatto il loro motto.

Dopo 10 anni di lotte e di battaglie combattute e vinte per l’ottenimento del permesso di soggiorno,  il riconoscimento dei diritti fondamentali dei migranti e dei rifugiati, che vivono nella provincia casertana (e non solo), il Centro sociale “Ex Canapificio” scende nuovamente in piazza il 19 e il 20 Aprile, rispettivamente a Napoli e a Caserta, per lanciare una nuova sfida.

L’obiettivo questa volta è rivendicare il diritto al lavoro attraverso una vertenza per chiedere al Governo Regionale l’attivazione di corsi di formazione professionale retribuiti, volti a specializzare e a preparare i migranti e i rifugiati residenti della provincia e ad evitare, quindi, che molti di loro cadano vittime del circuito dello sfruttamento lavorativo e del lavoro nero.

La manifestazione del 19 e del 20 Aprile dovrebbe servire, secondo gli organizzatori, anche a  rilanciare un movimento unitario per il salario realesalario garantito, reddito di cittadinanza, sussidi, corsi di formazione, trasporti, casa, sanità, servizi sociali, istruzione etc. -,una sfida già accolta da alcune realtà del napoletano ed in particolare dei movimenti storici dei disoccupati e dei precari della provincia di Napoli,  che da anni si battono per una  stabilizzazione lavorativa.

Saremo in piazza per raccontarvi come si svolgerà la Manifestazione. Per chi volesse approfondire potete trovare di seguito il Documento redatto dal Comitato Promotore della Manifestazione del 19-20 Aprile 2013.

DOCUMENTO MANIFESTAZIONE 19_04_2013

di Mariarita Cardillo

Mariarita Cardillo

Sono nata in un Paese in cui avere il colore della pelle diverso è ancora un problema. In una Terra che mescola parole con pregiudizi, dove immigrato è sinonimo di clandestino, e clandestino è troppo spesso uguale a sfruttamento, lavoro nero, schiavitù. Scrivere di immigrazione non è facile. Non ho nessuna pretesa, solo raccontarvi cosa succede dove gli altri non guardano.
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