One billion rising, rompere il silenzio ballando insieme

Ritorna anche quest’anno l’iniziativa One Billion Rising, la campagna di sensibilizzazione mondiale che porterà il 14 febbraio donne e uomini a ballare per la lotta alla violenza di genere. Succederà in 207 paesi, e quest’anno si focalizzerà sulla richiesta di giustizia delle vittime e sulla lotta all’impunità garantita ai carnefici in molte parti del mondo. Scendere in piazza, occupare uno spazio pubblico ha un significato particolare per l’organizzazione che c’è dietro questo evento, la “1 billion rising for justice”. L’invito è quello di alzarsi, liberare, ballare e chiedere giustizia (letteralmente Rise, release, dance and demand justice). Un’esortazione rivolta

“alle donne vittime di violenza e a chi accanto a loro le ama e vuole condurle fuori dai quei luoghi, tribunali, centrali di polizia, uffici governativi, scuole, amministrazioni pubbliche, luoghi di lavoro, case e in generale spazi pubblici dove le donne avrebbero diritto a quella giustizia negata, dove meriterebbero di sentirsi al sicuro ma dove ciò non avviene”.

Quello a ballare, ad esporsi è quindi un invito

“a rompere il silenzio e a liberare le proprie storie, spesso negate, cancellate, alterate, minimizzate dal sistema patriarcale che permette ancora oggi all’impunità di regnare sovrana. La giustizia inizia quando parliamo, mettiamo in comune, riconosciamo la verità attraverso la solidarietà e la comunione. ONE BILLION RISING FOR JUSTICE è un invito a scappare dai confinamenti, dagli obblighi, dala vergogna, da senso di colpa, dal dolore, dall’umiliazione, dalla rabbia e dalla schiavitù” .

 1546286_10151966529508702_1432224423_nLa fondatrice del movimento è Eva Ensler, intellettuale femminista americana nota per i famosi “Dialoghi della vagina”. Insieme alle altre attiviste del movimento ha voluto sottolineare l’universalità della violenza contro le donne: una su tre al mondo ha subito nel corso della vita una violenza.

In Italia tra flashmob, reading, balli e spettacoli sono programmati più di 50 iniziative, reperibili sul sito ufficiale dell’evento. Solo a Roma saranno 7  gli eventi, tra cui quelli a Piazza di Spagna, a Piazza Cavour, a San Lorenzo e alla Città dell’altra economia a Testaccio. buMa la forza dell’evento è nella sua capillarità, nella capacità di arrivare in Pakistan, dove lo Swat Youth Front organizzerà l’evento “Justice for all”, come in Perù con gli incontri “Un billion de pie”. Si passa dal Women for Change in Etiopia agli oltre 13 eventi nella contestata India, conquistando paesi dove il diritto alla sicurezza delle donne è spesso negato anche dalle stesse istituzioni.

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