Pakistan, assassinato il pubblico ministero che indagava sull’omicidio di Benazir Bhutto

Alle prime luci del mattino è stato freddato stamane con dei colpi di pistola Chaudhry Zulfiqar Ali, il principale pubblico ministero responsabile dell’inchiesta sull’assassinio nel 2007 della ex primo ministro Benazir Bhutto. Nell’ambito dello stesso affaire-Bhutto è stato posto agli arresti domiciliari l’ex presidente della Repubblica islamica Pervez Musharraf, su cui cadono molti sospetti.Il magistrato si stava recando in auto all’udienza di una corte anti-terrorismo proprio sull’assassinio della prima donna primo ministro del Pakistan per due volte, moglie dell’attuale presidente della Repubblica Asif Ali Zardari e madre del leader del Partito Popolare Pakistano Bilawal Bhutto Zardari. La Bhutto venne uccisa il 27 dicembre 2007 in un attentato suicida al termine di un suo comizio elettorale a Rawalpindi, da poco ritornata in Pakistan per partecipare alle elezioni nazionali dopo anni di “esilio volontario” tra Dubai e Londra. Era andata via dal Paese dopo il colpo di Stato messo in atto dal generale Pervez Musharraf, divenuto presidente della Repubblica, posto che ha occupato fino al 2008.

Lo scorso 26 aprile 2013 Musharraf, rientrato a marzo ad Islamabad, è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di alto tradimento e di coinvolgimento nell’attentato a Benazir Bhutto. In qualità di capo di Stato – secondo le accuse di Bilawal Bhutto Zardari supportate da un report firmato Onu del 2010 – non avrebbe fatto quanto in suo potere per tutelare l’incolumità della donna, che aveva già ricevuto minacce ed un tentativo di assassinio. La manifestazione popolare che accolse il ritorno in patria della Bhutto, a Karachi nell’ottobre 2007, fu infatti sconvolta da una tragica esplosione che uccise 138 sostenitori e ne ferì almeno 600, lasciando la donna illesa.

Secondo alcuni anche Chaudry Zulfiqar Ali sarebbe stato vittima dell’omicidio di stamattina a causa anche di un’insufficiente protezione da parte dello Stato. In virtù della delicatezza del suo caso, e ancora una volta delle minacce subìte, il magistrato pare avrebbe richiesto al ministero dell’Interno un rafforzamento dell’apparato di sicurezza che lo riguardava. Una richiesta non esaudita. Anche per questo non sono pochi coloro che addebitano a Musharraf il mandato di uccidere Zulfiqar Ali, pur avendo l’ex presidente allo stato attuale poca influenza politica.

In un Pakistan in cui trame oscure ed omissioni portano ad efferati omicidi, Musharraf è accusato, oltre che come responsabile (per alcuni presunto mandante) dell’omicidio Bhutto, anche per l’uccisione di un leader separatista tribale e gli è stato proibito ufficialmente di concorrere alle elezioni locali alle quali aveva intenzione di partecipare una volta rientrato. Un tribunale di Peshawar gli ha inoltre comminato un divieto a vita di concorrere per ottenere cariche pubbliche.

 

La notizia raccontata da Al-Jazeera e dal Guardian

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