Pakistan, Nawaz Sharif è il vincitore di elezioni sconvolte dal sangue

Sabato 11 maggio i cittadini pakistani si sono recati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento, il nuovo Primo Ministro ed alcune assemblee provinciali. Il verdetto delle urne, non ancora ufficiale al 100%, vede il trionfo dell’industriale dell’acciaio e già primo ministro negli anni ’90 Nawaz Sharif. Ma queste elezioni verranno tristemente ricordate soprattutto per il turbine di violenza che le ha colpite.

Solo nella giornata in cui i seggi sono rimasti aperti il bollettino delle vittime degli attentati (prevalentemente di matrice talebana) sono stati 25. Una quarantina, in tutto, i morti negli ultimi giorni, un centinaio i candidati assassinati durante il periodo elettorale. Una timeline del sito internet pakistano Dawn.com ci riassume l’onda lunga delle violenze legate allo scrutinio elettorale, cominciata già a dicembre.

Eppure si tratta di elezioni in qualche modo storiche: è la prima volta dalla nascita dello Stato, nel 1947, che un governo porta a termine un intero mandato e passa il testimone attraverso libere elezioni ad un altro successore senza colpi di Stato o rovesciamenti di regime. Storica è anche l’affluenza alle urne, tornata al 60% dopo anni di latitanza degli elettori, che questa volta si sono invece recati in massa a votare nonostante il pericolo e le minacce talebane. I taliban sono infatti da anni impegnati a destabilizzare lo Stato pakistano, marchiato come infedele e servo degli Stati Uniti, e dalle loro basi nel Paese e nel vicino Afghanistan periodicamente lanciano attacchi e attentati suicidi. In particolare, contestano la “democrazia partecipativa” perché ritenuta un sistema ingiusto portato avanti dai miscredenti e contrario alla legge rivelata da Dio, la shari’a. (Un articolo con video di RT approfondisce la “rabbia talebana” nelle ultime elezioni pakistane).

Nawaz Sharif, leader della Pakistan Muslim League – N (PML – N), partito di centrodestra di ispirazione islamica, si è già ufficialmente dichiarato il vincitore, essendo chiaro dai risultati che il suo è il primo partito (ha già ricevuto le congratulazioni da Washington e da Nuova Delhi, che hanno gradito la sua vittoria). Si attendono tuttavia le notizie definitive dalle ultime sezioni da scrutinare, poiché non è ancora certo che la PML – N abbia una maggioranza tale da poter governare da sola, come spera Sharif, che ha invitato i suoi a pregare affinché questo accada. In caso contrario, sarà costretto a governare formando una coalizione con altre forze politiche. Indiscrezioni riportano che Sharif stia già decidendo in queste ore l’ossatura della squadra di governo, con Ishaq Dar papabile ministro delle finanze (dopo aver occupato questo ruolo-chiave già ne lsecondo governo Sharif) in un Paese che aspetta una ripresa economica che stenta a decollare, visto l’ingente debito contratto con il Fondo Monetario Internazionale che ancora va saldato e che opprime i pakistani.

Famoso per i legami con l’Arabia Saudita, essendo vicino alla dottrina wahhabita dell’islam (la stessa alla base del Regno di Riyad vicino agli Usa), Nawaz Sharif già negli scorsi mandati (199o-93 e 1997-99) ha ricevuto un forte flusso di danaro dalla penisola araba, in cambio dell’apertura di moschee e della diffusione di un certo tipo di dottrina islamica più rigorista (seguendo il classico schema di proselitismo delle monarchie petrolifere).

Dietro la Lega Musulmana Pakistana – N si sono classificati il centrista Tehreek-i-Insaf (Movimento per la Giustizia) che candidava come premier Imran Khan, la star del cricket (sport nazionale) passata alla politica che non ha ottenuto il previsto tsunami e ha già annunciato che starà all’opposizione e il socialdemocratico Partito Popolare del Pakistan della defunta Benazir Bhutto, oggi guidato dal suo figlio 24 enne Bilawal Bhutto Zardari, il cui padre Asif Ali Zardari è inoltre l’attuale presidente della Repubblica. Il PPP, che ha guidato per cinque anni il governo uscente dopo le dimissioni del generale e capo di Stato Pervez Musharraf (ora coinvolto nell’omicidio Bhutto) e le elezioni del 2008, non è riuscito a imporsi risultando, allo stato attuale, solo la terza forza del Paese.

Da segnalare la vittoria, nella provincia del Baluchistan, dei nazionalisti che formeranno un governo locale probabilmente ostile alla Repubblica islamica federale e che faranno opposizione anche nel Parlamento nazionale, dove hanno conquistato diversi seggi attribuiti a questa provincia sui 342 totali.

 

Un interessante resoconto e commento delle elezioni pakistane lo trovate su Arabpress a cura di Katia Cerratti mentre per aggiornarvi sulle ultime notizie dal Paese consigliamo Dawn.com.

 

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