Perù: scene da guerriglia nella capitale. Perché?

Ieri, le vie della capitale (Lima) dello Stato sudamericano si sono riempite: c’erano molti dipendenti pubblici, ma soprattutto una forte composizione di studenti, stavano marciando e anche molto arrabbiati, tant’è che ne sono usciti anche violenti scontri.

Le proteste riguardavano una serie di riforme che il governo del tanto amato Ollanta Humala aveva proposto e che avrebbero dovuto, sempre secondo il presidente, migliorare, tra le altre cose, anche il mondo dell’Università. In che maniera? Grazie alla competitività.

Andiamo per gradi: le cronache dei giornali peruviani riportano il bilancio della giornata, gli agenti hanno sparato gas lacrimogeno e cannoni ad acqua (il termine usato è “vehículo rompemanifestaciones”) per disperdere i manifestanti che si erano avvicinati al Congresso, anche se gli scontri più violenti si sono registrati nella zona del mercato, per manifestare contro la legge sull’Università. Agli studenti, sempre secondo i quotidiani peruviani, negli scontri si sono aggiunti i lavoratori della Confederación General de Trabajadores del Perú (CGTP) che sarebbe la Confederazione sindacale con più adesioni nel Perù.

Da una parte i bastoni e le bottiglie e dall’altra gas che, come denunciano gli attivisti e come si può vedere dalle foto, vengono sparati ad altezza uomo. Il bilancio è di qualche ferito e di dieci (per ora si specifica) arresti oltre che della morte di un cavallo. Infatti, un reparto speciale della polizia antisommossa la “Gran Unidad Histórica de la Policía Montada” utilizza i cavalli per caricare e disperdere i manifestanti, soltanto che ieri durante le manifestazioni in molti di questi animali sarebbero rimasti feriti, una cavalla è poi stata abbattuta.

 

 

Come in Cile, gli studenti protestano ferocemente per una serie di provvedimenti che non garantirebbe ancora una “autonomia” dell’Univesità. Dei 142 articoli ed altri provvedimenti fino ad ora ne sono stati approvati una settantina. Prevedono la costituzione di istituzioni che regolerebbero. Se da una parte il presidente Humala è convinto che i possibili provvedimenti possano portare ad una maggiore crescita, i diretti interessati invece non pensano ugualmente. Questa, secondo molti, è un’ennesima mossa di un presidente sempre più impopolare nei ceti bassi della poverissima popolazione peruviana. Ma da ricordare è proprio come i ceti più poveri furono gli artefici della vittoria dell’ex militare di estrema sinistra.

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