Piegato a suon di censura il sogno democratico egiziano

Bassem Youssef, attore satirico egiziano, famoso per il suo show televisivo Al-Bernameg, paga con l’arresto il suo mestiere di far pensare con una risata.

I suoi capi d’imputazione sono di oltraggio verso tre sfere della delicata societá egiziana: ha offeso l’Islam, cimentandosi in canti religiosi maldestri; ridicolizzato il presidente Mohammed Morsi in piú occasioni, in ultimo indossando un cappello piú grande di lui (riferimento alla visita del presidente all’Universitá di Islamabad, dove fu omaggiato appunto col copricapo); responsabile di aver messo in crisi le relazioni diplomatiche con il Pakistan, per lo sprezzo mostrato per l’episodio d’Islamabad.

Nella sostanza sono accuse che non possono riferirsi ad episodi incisivi, ma solo a fastidi che il potere ancora prova nei riguardi della libertá d’espressione.

Molte le voci del giornalismo internazionle che si sono schierate a favore della scarcerazione di Bassem Youssef. Christiceme Amanpour, che nel dicembre 2012 intervistó l’attore per la CNN, ha definito necessaria la sua libertá, The Independent parla di chiara caccia egiziana alla satira ed anche France 24 esprime la propria solidarietá a Bassem Youssef.

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