Presentazione di Vene Kosovare a Napoli

Un’occasione per parlare di Kosovo, di conflitti irrisolti, della porta sui Balcani dimenticata, di un protettorato internazionale dilungato, d’incomprensioni etniche, di rimpatri forzati ed un’Europa rinnegata e che si rinnega in un piccolo territorio ancora in cerca di riconoscimento.

“Vene Kosovare” è un e-book edito da First Line Press, che raccoglie i racconti di Lorenzo Giroffi e le fotografie di Alice Cavallazzi. Tutto questo sarà presentato giovedì 11 luglio 2013 presso l’ex Asilo Filangieri, nel centro storico di Napoli, a San Gregorio Armeno, in via Giuseppe Maffei 4.

Interverranno l’autore, Lorenzo Giroffi, un redattore di First Line Press, Domenico Musella, Fiorella Orazzo e Luisa Guarro che cureranno le letture di passi scelti. Il dibattito sarà moderato da Gianmarco Pisa (Corpi Civili di Pace).

La discussione verrà approfondita con la proiezione del video reportage “Essere Kosovaro”. Sarà inoltre illustrato il giovane progetto editoriale di First Line Press, con uno spazio dedicato anche ad un aperitivo balcanico.

Di seguito la prefazione dell’autore di Vene Kosovare:

Vene Kosovare è l’insieme di tutti i paradossi vissuti con istinto nel peregrinare dell’estate 2012. Racconti e non saggi specialistici, per cui saranno necessari altri spazi, perché qui sono messe in fila storie emblematiche di come il Kosovo sia vissuto. Resta prepotente la convinzione che le guerre non siano solo i rumori delle bombe, ma soprattutto i silenzi dell’esclusione e dei rancori.

Questo viaggio s’immerge in un Paese sparito dai racconti mainstream, forse perché non più in grado di offrire immagini sensazionalistiche.

Difficili da dimenticare le furie della pulizia etnica di albanesi prima e della cacciata dei serbi poi, però è im­possibile urlare una presa di posizione dinanzi ad irrazionali rivendicazioni nazionalistiche.

Il Kosovo è tanto affascinante quanto incontrollabile. Lo è perché ha un incredibile potenziale di diversità. Una colorata eredità storica che ha visto protagonista questo piccolo territorio, trapassato da varie culture e sede di fasi determinanti per assetti mondiali. Convivenze poi distorte da un conveniente nazionalismo, che quella stessa storia da condivisa l’ha fatta divenire carta da tirare da un lato contro l’altro, fino a stracciarla. Il Kosovo è autodeterminazione anomala; protettorato internazionale di cui non si conoscono i limiti e di cui soprattutto non si hanno certezze circa la sua fine; terra di otto comunità etniche differenti; dell’emarginazio­ne agghiacciante di Brekoc; della violenta Mitrovica e delle sue trincee; povertà; investimenti comunitari; disoccupazione; risorse minerarie svendute; rimpatri forzati della comunità rom; istituzioni pieni d’ombre; as­sistenzialismo. “Vene Kosovare” delinea però anche i sogni di cambiamento rubati dagli occhi della periferia di Gjackova e dalla speranza dei bambini di Fushe Kossova.

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