Quanto c’è bisogno della prima linea

Questa mattina abbiamo un po’ giocato con voi lettori, riprendendo una notizia di qualche giorno fa. L’abbiamo fatto per raccontare la Siria ed i viaggi che abbiamo calcato, ma affidandoci a chi era presente questi giorni nel deserto giordano. Un giornalismo da non fare, perché le storie che intende First Line Press sono quelle toccate con mano, conosciute ed affidabili.

Abbiamo ripreso un tweet di Andrew Harper, che aveva dato un ritaglio della diaspora siriana. Un bambino in solitaria, che in realtà era solo il pezzo di una fuga, che il piccolo stava compiendo con altre persone. Restano veri, nel pezzo che vi abbiamo proposto, i dati sui profughi ed i bambini rimasti orfani nei campi. Tuttavia l’articolo sensazionalistico è stato semplice da realizzare, perché basato solo su di una foto non verificabile e senza la fatica di averla realizzata sul campo.

Noi restiamo dell’idea che il giornalismo sia qualcosa di diverso, affacciati sulle storie ed in mezzo ai volti, come in tutti i nostri speciali ed approfondimenti che vi abbiamo proposto.

Voi cosa preferite? A breve il nostro primo mensile, proprio per rimarcare le differenze…

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