Rivolta nel Cie di Crotone: legittima difesa

E’ questo il verdetto sulla sentenza che accusava tre migranti nel centro di espulsione di Crotone accusati di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. 

Il processo a carico dei tre migranti di origine tunisina, algerina e marocchina si risolse, il 12 dicembre scorso, nel migliore dei modi. I fatti risalgono al 9 ottobre sempre dello scorso anno, quando per una settimana intera i tre migranti si resero protagonisti delle proteste che sconvolsero uno dei tanti centri di espulsione che assomigliano più a lager. Proprio per quest’ultimo motivo il giudice del Tribunale di Crotone, Edoardo D’Ambrosio, ha definito le azioni dei tre (lanciarono rubinetti, grate e calcinacci contro la polizia intervenuta sul posto) “legittima difesa” e perciò i tre migranti non devono rispondere alle accuse di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

I tre peraltro erano stati sequestrati, in quanto lo stesso giudice denota come i provvedimenti di trattenimento all’interno della struttura non fossero regolari: “erano privi di motivazione, e dunque illegittimi alla luce dell’articolo 15 della direttiva n. 115 del 2008, così come interpretato dalla Corte di Giustizia europea”.

La testimonianza dei tre avvocati difensori Natale De Meco, Eugenio Naccarato e Giuseppe Malena quanto alle condizioni precarie del centro è scioccante e ciò che riporta il giudice ancora di più: “materassi luridi, privi di lenzuola e con coperte altrettanto sporche, lavabi e bagni alla turca luridi, asciugamani sporchi, pasti in quantità insufficienti e consumati senza sedie né tavoli”. Convenendo sul fatto di come queste strutture “non convenienti alla loro destinazione: che è quella di accogliere essere umani. E, si badi, esseri umani in quanto tali, e non in quanto stranieri irregolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. Lo standard qualitativo delle condizioni di alloggio non deve essere rapportato a chi magari è abituato a condizioni abitative precarie, ma al cittadino medio, senza distinzione di condizione o di razza”.

Con l’occasione vi invitiamo a visitare il sito della campagna LasciateCIEntrare. Torneremo ovviamente sull’argomento.

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  • fenzy marco

    È una vergogna.. Giudice non degno di essere definito tale.. Si dovrebbe vergognare.. D’ora in avanti tutti gli immigrati ospiti di questi centri si sentiranno autorizzati e legittimati a compiere tali atti di devastazione.. tanto i danni gli paga il giudice..vero? che vergogna!!!

    • FirstLinePress

      Il giudice che ha proclamato la sentenza, che puoi leggere interamente qui: http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/1357548559crotone.pdf, ha utilizzato un principio che arriva dalla nostra giurisprudenza quindi non è corretto dire che lui “non è degno di essere definito tale” o che “si debba vergognare”. Il principio di legittima difesa dal quale il giudice è partito è ben spiegato dallo stesso a pag 21 del link che ti ho fornito: “secondo la giurisprudenza di legittimità, i presupposti essenziali della
      legittima difesa sono costituiti da una aggressione ingiusta e da una reazione legittima: la prima deve concretarsi in un pericolo attuale di un’offesa che, se non neutralizzata tempestivamente, sfocerebbe nella lesione del diritto; la seconda deve inerire alla necessità di difendersi, alla inevitabilità del pericolo ed alla proporzione tra difesa ed offesa”.

      Poi le propongo una riflessione al di là di qualsiasi sentenza: qual’è l’atto di violenza? La “devastazione” di cose oppure la violazione della dignità di una persona?

      Quanto alla possibilità che tutti i migranti rinchiusi in quei lager ripropongano forme di proteste simile a queste, c’è solo da augurarselo.

  • land esse

    Mi meraviglia leggere certi commenti qualora fossero effettivamente stati scritti da un agenzia di stampa.. Come ci si può augurare che tali rivolte siano il benvenuto? Forse manifestare il proprio diritto giustifica i danneggiamenti e la violenza? Ma che razza di società è questa? Inneggiare tali comportamenti è veramente assurdo..sono senza parole.. Firstlinepress complimenti

  • land esse

    Poi le propongo una riflessione al di là di qualsiasi sentenza: qual’è l’atto di violenza? La “devastazione” di cose oppure la violazione della dignità di una persona?

    X quanto mi riguarda entrambe sono da evitare , nessuna di esse è giustificabile.. E mi meraviglia il fatto che giustifichiate tali violenze arrivando addirittura ad augurarsi che siano il preludio di una rivoluzione globale.. Vergogna

    • FirstLinePress

      Allora, le rispondo qui per entrambe i commenti. Innanzi tutto First Line Press non è un’agenzia, ma un giornale. Abbiamo proposto delle riflessioni, una campagna e quant’altro. Abbiamo una nostra linea.

      X quanto mi riguarda entrambe sono da evitare , nessuna di esse è giustificabile.. E mi meraviglia il fatto che giustifichiate tali violenze arrivando addirittura ad augurarsi che siano il preludio di una rivoluzione globale.. Vergogna.

      Io le ho semplicemente scritto che tra le due, quella che reputavo violenza è la lesione alla dignità della persona e non la devastazione di cose. Le pare che stiamo giustificando delle violenze noi? Lungi da me, non difenderemo mai chi reprime con la forza, chi pensa che sia giusto arrestare una persona in base alla sua nazionalità, chi vota una Bossi-Fini e via dicendo…

      Tirare dei rubinetti in una situazione di lesa dignità, di oppressione personalmente penso sia legittimo. E lo prevede, come in questo caso, anche la nostra giurisprudenza: ed il giudice ha seguito solo le leggi.

      Per quanto riguarda tutte le strutture detentive Cie: c’è solo da augurarsi che forme di protesta simili vengano riproposte e che i migranti riescano a fuggire dai suddetti posti. Semplicemente perché prima di rispettare una presunta “educazione al non devastare” a cui lei mi richiama con il “vergogna” penso ci sia da rispettare un’educazione al rispetto e all’uguaglianza.

  • giorgio guglielmini

    ”Tirare dei rubinetti in una situazione di lesa dignità, di oppressione personalmente penso sia legittimo” ma stiamo scherzando???
    ma avete perso il senno di poi??

    • FirstLinePress

      no si chiama legittima difesa, prevista da vari ordinamenti giuridici. tra cui quello italiano