Roma: comincia il contro-semestre popolare italiano

A Roma il 28 giugno scorso un corteo ha dato il via a una sorta di “contro-semestre” popolare italiano, in aperta alternativa contro le politiche di Renzi e della presidenza di turno italiana dell’UE.

Con due giorni di anticipo sulla data del primo luglio, quando l’Italia assumerà formalmente la presidenza del consiglio dell’Unione Europea, una manifestazione nazionale composta da partiti di sinistra, sindacati di base, movimenti e collettivi politici di circa 5.000 persone ha dato avvio a quello che, nelle intenzioni, sarà un contro-semestre popolare.

Il corteo, depotenziato nella sua valenza simbolica per via dell’annullamento del vertice di Torino dell’undici luglio, è sfilato lungo le vie del centro, ed è stato molto comunicativo proprio per via dell’eterogeneità dei soggetti scesi in piazza: c’era infatti una folta rappresentanza di lavoratori immigrati a ribadire il carattere fermamente antirazzista della lotta sui posti di lavoro, comitati e associazioni a sostegno del Donbass, oltre a tutte le sigle conosciute o meno dell’arcipelago della sinistra antagonista e comunista qualcuna più legata alle esperienze del passato e qualcun’altra più propensa a guardare avanti.

Tutte comunque unite dalla loro ferma opposizione contro le politiche intraprese dall’Unione Europea che hanno ridotto alla disperazione più autentica milioni di persone in varie parti del continente. Un’opposizione che ha visto in questo corteo l’inizio di un percorso che intende creare una piattaforma sociale  contestare i dettami della troika e dei suoi esecutori, identificati nel Premier Renzi e nel governo e che si preannuncia ferma nelle proprie posizioni critiche.

Momenti di tensione si sono verificati alla fine del corteo, quando la polizia ha impedito un blitz dimostrativo da parte dei manifestanti che avrebbero voluto contestare in maniera più incisiva i palazzi romani dell’UE.  Adesso non resta che aspettare gli sviluppi per sapere se si tratterà o meno di un contro-semestre popolare con tutte le carte in regola per scombussolare gli assetti decretati da Bruxelles

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