Roma, la memoria non si cancella

Riceviamo in redazione e volentieri diffondiamo il comunicato stampa della Rete territoriale del Municipio X di Roma, che denuncia la cancellazione di un murales (per giunta autorizzato, nella foto) in ricordo dell’assassinio di Roberto Scialabba, ragazzo assassinato 35 anni fa nel quartiere dai neofascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari.

LA MEMORIA NON SI CANCELLA

se i muri parlano la città è viva

Siamo un gruppo di associazioni, cittadini e comitati territoriali che hanno deciso di organizzare per il 28 febbraio una giornata articolata in ricordo di un ragazzo del nostro quartiere assassinato dalla mano fascista di un commando dei NAR, Roberto Scialabba. Questa storia anche se avvenuta 35 anni fa ha bisogno di essere ricordata, non per proporre sterili celebrazioni, ma rinnovare un impegno comune ad evitare che l’odio fascista possa di nuovo attecchire, dividere e uccidere i giovani dei nostri quartieri.

La giornata è iniziata con convegno all’interno del Liceo Scientifico T. Gullace,  durante le ore scolastiche al quale hanno preso parte circa un centinaio di studenti, poi un corteo e si è chiusa con la premiazione di un partecipato concorso letterario. All’interno di questa giornata si era pensato di realizzare anche un murales, nei pressi della piazza dove Roberto è stato ucciso, regolarmente autorizzato dal municipio. Non si trattava di uno scarabocchio, di un atto di deturpazione o di vandalismo, vi era stata riprodotta un’immagine fotografica con gli spray. È stato realizzato da due professionisti del settore affermati nel mondo dell’arte contemporanea, in più ore con l’uso di diverse tonalità di colore. E’ un vero e proprio intervento artistico volto a diffondere la memoria di Roberto e della sua storia politica. L’arte non sporca, arricchisce, decora e nel 2013 non si fa solo sulle tele e sui fogli bianchi ma anche sui muri scrostati della città e in particolare nei luoghi pubblici come le scuole. E’ un dato acquisito in Italia e in tutta Europa.

La mattina dello scorso 28 febbraio, però, un genitore noto per la sua adesione ad un partito di destra, insieme ad altri genitori della scuola De Curtis, ha iniziato a lamentarsi su quanto stava accadendo chiedendo l’intervento delle autorità che, sopraggiunte, hanno ritardato l’opera per accertamenti ma comunque hanno stabilito di farla compiere perché era autorizzata. Ciò nonostante chi proprio non sopportava la memoria ha sollecitato il decoro urbano del comune di Roma per far cancellare l’opera. Lo stesso decoro urbano che, ricordiamo, è oggi un ufficio pieno zeppo di amici di Alemanno dal passato inquietante, con militanza nell’estrema destra. E questi zelanti dirigenti hanno deciso di cancellare un’opera artistica su segnalazione di un loro amico di domenica mattina, invece di occuparsi di tenere pulita una città il cui degrado aumenta di giorno in giorno.

Invitiamo a non cadere in facili strumentalizzazioni politiche, perché crediamo che il vero problema di chi ha allestito questa operazione di prevaricazione sia quello di iniziare una campagna elettorale nei nostri quartieri, strumentalizzando scuola, genitori ed insegnanti ed agitando il ricordo politico di Roberto come spauracchio da cui scappare.

Crediamo che la Storia non possa e non debba essere dimenticata, pulita non sarà mai la coscienza di chi si macchiò dell’assassinio di Roberto e macchiata è la coscienza di chi dimentica. Per questo riteniamo che la realizzazione del murale non solo non imbratta la scuola, ma le attribuisce un significato ancor più importante: quello di farsi testimonianza e memoria, quello di ricordare che Roberto è morto perché antifascista. Conosciamo lo stato pietoso dell’edilizia scolastica ed in particolare i grossi problemi di quella scuola. Crediamo fortemente nella scuola pubblica, abbiamo attivamente partecipato a tutte le iniziative in sua difesa.

Siamo convinti che la maggioranza dei genitori e degli abitanti del quartiere Don Bosco vogliono ricordare Roberto, colorando di idee di libertà una città grigia e povera, cosi come Alemanno e la sua banda di ex- fascisti l’hanno ridotta. Ovviamente aperti ad ogni dialogo e confronto vorremmo continuare questo lavoro, contrastando la censura a cui siamo stati sottoposti. Vorremmo avviare un percorso di condivisione e partecipazione con la scuola e ribadire che la memoria di questo quartiere non si cancella con una pennellata, ma anzi  che questo possa essere il primo passo per costruire un percorso comune, partecipato e determinato perché non esistano più muri scrostati e cadenti ma una città in cui … OGNI GIORNO COLTIVIAMO VOGLIA DI LIBERTA’!

 

Cinecittà non dimentica

 

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