Rugova: un riconoscimento tardivo

Per la prima volta nella storia del Kosovo post-indipendenza, a più di cinque anni dalla secessione non riconosciuta dalla Serbia, una statua del “padre della patria”, leader della resistenza popolare albanese kosovara, Ibrahim Rugova, è stata svelata nel centro della capitale, Prishtina, a pochi metri dalla sede del Governo e dalla monumentale statua equestre dell’eroe nazionale albanese, Giorgi Kastrioti Scanderbeg.

Significativo che la statua di Rugova sia giunta in Kosovo dall’Albania, dove, poco distante dal confine, il sindaco di Prishtina, Isa Mustafa, ha accolto l’effige monumentale dichiarando, non senza enfasi, che

«questo 27 Settembre sarà ricordato come un giorno storico, dal momento che si tratta, per il popolo kosovaro, dell’unico leader politico che abbia svelato al mondo la situazione e le istanze degli albanesi del Kosovo».

 

Nel concorso per la realizzazione della statua, aperto su bando internazionale, sono state poste all’attenzione della Giuria ben trentatrè proposte, a giudizio di una commissione composta da esponenti dell’Accademia delle Arti e delle Scienze del Kosovo, delle Facoltà di Arte delle Università di Prishtina e di Tirana e da rappresentanti della Municipalità, che hanno alla fine premiato la proposta, poi realizzata, di un artista di Tirana, Julian Muqullari, la cui opera (foto a lato) è stata svelata in una pubblica cerimonia, appunto il 27 Settembre.

Con qualche giorno di anticipo rispetto alla ricorrenza del 2 Ottobre, Giornata della Nonviolenza cui usualmente si associa la figura di Rugova, e giusto alla vigilia di un’importante manifestazione elettorale del LDK, la Lega Democratica del Kosovo, partito fondato da Rugova, in vista delle elezioni del 3 Novembre.

 

Nato il 2 Dicembre 1944 a Cerce, presso Istok, sulla strada per Pec, nel Kosovo nord-occidentale, Rugova, prima che un leader politico, è stato un importante intellettuale kosovaro. Si è laureato in Albanologia presso l’Università di Prishtina, studiando un anno con Roland Barthes, presso la Scuola Pratica di Alti Studi a Parigi, laddove è maturato il suo interesse per la letteratura, la linguistica e, in particolare, la teoria letteraria.

Il suo dottorato in letteratura presso l’Università di Prishtina data al 1984, anno in cui il movimento di auto-determinazione albanese era già sorto, soprattutto sull’onda della protesta popolare e studentesca del 1981. Il suo percorso accademico è poi culminato nel 1996 con il titolo onorifico presso l’Università di Parigi VIII.

Rugova ha lavorato come ricercatore per venti anni presso l’Istituto di Albanologia di Pristina. È stato quindi eletto presidente della Lega degli Scrittori del Kosovo nel 1988, alla vigilia del nuovo movimento di protesta popolare (che avrebbe fatto seguito alla revoca dell’autonomia sostanziale della regione da parte del governo serbo) di cui proprio la Lega degli Scrittori avrebbe costituito uno dei principali animatori ed ispiratori. Tra i fondatori del principale movimento politico di quest’opposizione, la ricordata Lega Democratica del Kosovo (LDK), Rugova ne fu eletto presidente il 23 Dicembre 1989. Il 9 Novembre era caduto il Muro di Berlino.

Nominato “presidente” dell’auto-proclamata Repubblica del Kosovo in elezioni politiche auto-gestite il 24 Maggio 1992, Rugova è stato uno dei principali ispiratori del movimento dell’auto-governo e delle “strutture parallele” degli albanesi kosovari che, opponendosi alla politica centrale del governo serbo, costituirono proprie strutture parallele nella amministrazione pubblica, nella scuola e nella sanità, mentre la diplomazia rugoviana si impegnava in uno sforzo internazionale per la risoluzione pacifica della questione del Kosovo.

Considerato leader della resistenza “nonviolenta” del Kosovo, Rugova non ripudiò mai, tuttavia, la lotta armata, pur rifiutando il terrorismo e prendendo le distanze dall’UCK, l’Esercito di Liberazione del Kosovo, che, sotto il comando di Hashim Thaci, attuale premier kosovaro, si andava macchiando di gravi e tragici fatti di sangue. Al punto da essere capo di una “sua” milizia, le FARK (Forze Armate della Repubblica del Kosovo), attive soprattutto nella Drenica, e sotto il comando di un rugoviano della prima ora, Bujar Bukoshi.

Vincitore, con il suo partito, delle prime elezioni politiche del Kosovo post-guerra del 1999, Rugova è stato eletto primo presidente del Kosovo sotto amministrazione internazionale (UNMIK) il 4 Marzo 2002. Ri-eletto presidente nel 2005, il 5 Settembre ha reso pubblico il suo cancro ai polmoni, dimettendosi dalla presidenza del LDK, ma tenendo la presidenza della repubblica auto-proclamata sino alla fine, il 21 Gennaio.

Non senza contraddizioni, dunque, e pagando talvolta lo scotto di una vera e propria damnatio memoriae contro di lui ad opera dei “militaristi” del rivale PDK (Partito Democratico del Kosovo), oggi al potere, la fama di Rugova continua ad essere associata alla lotta per la auto-determinazione degli albanesi del Kosovo.

 

di Gianmarco Pisa (Segretario IPRI – Istituto Italiano di Ricerca per la Pace – Rete CCP – Corpi Civili di Pace)

 

Gianmarco Pisa

Osservatorio "La terra dell'inaccessibile". Un punto di vista alternativo, e di prima mano, su aspetti, vicende e contraddizioni dell’Europa del Sud-est, i Balcani appunto, per etimologia, “terra dell’inaccessibile”, eppure così vicini e determinanti anche per le storie di casa nostra e le vicende dell’integrazione e del senso stesso dell’Europa.
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