Samer Issawi rischia di morire per il suo sciopero della fame

Samer Issawi è un cittadino palestinese, prigioniero delle forze israeliane, in sciopero della fame dalla scorsa estate, con precisione dal primo di Agosto 2012. Samer ha 33 anni ed oggi pesa 46 kg, che per un uomo della sua stazza è sintomatico di uno stato preoccupante per la sua salute.  Per fare qualche esempio famoso, di resistenza allo sciopero della fame per motivi politici, possiamo citare i ventuno giorni di Ghandi ed i 46-73 degli appartenenti all’IRA irlandese, guidati da Bobby Sands assieme ad altri nove.

Lo sciopero della fame è stato intrapreso da Samer Issawi dopo che le autorità israeliane lo hanno privato del supporto legale e soprattutto di un processo democratico, fatto di motivazioni limpide sulle cause del suo arresto. Samer aveva già trascorso dodici anni in prigione, dopo che era stato arrestato per detenzione di armi ed appartenenza a forze militari illegali. La sua causa però rientrò in un piano di scambio di prigionieri tra Hamas ed Israele, iniziati il 18 Ottobre 2011 e che hanno permesso il graduale rilascio di mille e ventisette prigionieri politici palestinesi, in cambio del soldato israeliano Gilad Shalit. A seguito di questo rilascio però Samer Issawi avrebbe trasgredito le modalità, oltrepassando i confini della Cisgiordania, non si sa in quale maniera illecita, e dunque arrestato nuovamente. Inizialmente è stato privo anche di un avvocato, ma anche quando gli è stata concessa l’assistenza legale, non sono state fornite, dalle autorità israeliane, alcune motivazioni circa la sua trasgressione durante lo scambio.

Così inarrestabile, come l’ingiustizia, è partito lo sciopero della fame, che non coinvolge solo Samer. Lui è divenuto celebre viste le sue gravi condizioni,  con organi sempre più chiusi e la pressione del sangue che ha raggiunto livelli minimi di sopravvivenza. Intanto continua a ripetere che od otterrà la libertà o preferirà perpetuare la sua scelta verso il martirio.

Amnesty International ha iniziato una campagna in sostegno del rilascio di Samer, anche se questa è stata molto criticata da Counter Punch, che incolpa Amnesty di troppa lontananza dalla causa palestinese, ricordandosi solo ora di Issawi, dopo mesi di sciopero della fame. Inoltre Counter Punch chiede al Governo degli Stati Uniti di smettere di sostenere economicamente Israele per una cifra di otto milioni di dollari al giorno.

Il Governo di Israele ha arrestato per un mese anche la sorella di Samer e distrutto l’abitazione del fratello, costringendo la madre a restare per molto tempo senza acqua.  Questa forma di detenzione è possibile alle autorità israeliane perché legittimati ad attuare la detenzione amministrativa, che consiste nell’arresto di donne, uomini e bambini palestinesi, privi di processo e soprattutto senza un limite di tempo. Dal 2000 sono state più di ventimila gli ordini di detenzione amministrativa ai danni di palestinesi.

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