Sangue nepalese sulla coppa del mondo in Qatar

L’immigrazione nei paesi ricchi del Golfo Persico di chi è mosso in cerca di lavoro, benessere e speranze è sempre in aumento. Molti dei migranti però, non faranno più ritorno nei loro paesi di origine come nel caso raccontato dal The Guardian

Secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian (che cita la fonte dell’organizzazione Pravasi Nepali Co-ordination Committee che si occupa di diritti umani), sarebbero più di 400 i migranti nepalesi morti nei cantieri dall’inizio dei lavori per le realizzazioni degli impianti sportivi in vista della coppa del mondo che il paese arabo si appresta ad ospitare nel 2022.

Le pressioni a livello internazionale, segue il quotidiano britannico, aumentano almeno con l’intento di frenare le numerosi morti che potrebbero colpire 4mila lavoratori fino al 2022. In Qatar i lavoratori nepalesi costituiscono il 20% della forza lavoro migrante mentre gli altri vengono perlopiù da India, Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka.

Un dirigente FIFA, Theo Zwanziger, proprio la scorsa settimana aveva pubblicamente criticato la “decisione di assegnare il torneo al Qatar e ha promesso che la sua organizzazione starebbe effettuando “visite in loco” per garantire che i diritti dei lavoratori vengano rispettati” come riporta The Guardian.

 

La risposta della autorità del Qatar è stata quella di pubblicare un rapporto di 50 pagine quanto a nuove leggi sul lavoro da dover improrogabilmente rispettare: si stabiliscono norme dettagliate sul pagamento dei salari, sull’alloggio e sul benessere concludendo come si stiano ripromettendo di introdurre nuovi regimi di ispezione. Una sorta di “Carta del lavoratore” (uscita in Qatar a marzo dello scorso anno) in versione aggiornata nei punti contestati dalle autorità europee e dalle organizzazioni umanitarie che hanno sortito lo stesso ovvio risultato: numerosi morti sul lavoro causate perlopiù da incidenti e da malori.

Un video di Amnesty International

The Guardian sottolinea come tutto questo paradosso sia reso più evidente dalla prossima visita del principe Carlo proprio in Qatar.

Un approfondimento sul tema di RT

Segnaliamo che della precaria situazione in cui riversano i migranti nepalesi nei paesi del Golfo Persico, delle vicissitudini che attraversano ma anche del recupero dei corpi da parte delle famiglie se n’è occupato Vittorio Longhi nel libro, che vi consigliamo, “la rivolta dei migranti” edito da :duepunti Edizioni.

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