Scontri in Egitto alla vigilia del voto

In dieci regioni egiziane i cittadini si esprimeranno nella giornata di domani per il tanto contestato referendum costituzionale nella prima giornata di voto. La seconda il 22 dicembre e il risultato ufficiale tra il 23 e il 24 dicembre.

Alla vigilia del tanto contestato referendum in Egitto le manifestazioni sono degenerate in scontri. Da una parte i Fratelli Musulmani e i salafiti che si sono radunati nella mosche di Rabaa Al Adawiya al Cairo dalla quale accompagnati con canti islamici si è sostenuta la “legittimità” e la “democraticità” del referendum e del presidente egiziano Mohamed Morsi, fortemente contestato nei giorni scorsi. Dall’altra parte l’opposizione: il Fronte della Salvezza Nazionale che chiamava la popolazione a raccogliersi a Piazza Tahrir invitandola a votare “no” per il referendum costituzionale che sarebbe giudicato troppo filo-islamico e che chiede ulteriori diritti per i lavoratori e per le donne. Secondo gli osservatori una vittoria dell’opposizione sarebbe quasi impossibile.

Le proteste non si svolgevano solo al Cairo. Nella seconda città del Paese, ad Alessandria, le proteste sono terminate in scontri violenti tra le due fazioni: auto incendiate, lanci di pietre e numerose persone sono rimaste ferite soprattutto quando i due gruppi si sono incontrati durante la distribuzione dei volantini davanti alle moschee.

Nel frattempo, come vi avevamo precedentemente segnalato, per rimanere sempre aggiornati sulla situazione egiziana, oltre alle solite agenzie e ai giornali più famosi, potete seguire su twitter la giornalista freelance Laura Cappon @lacappon, il giornalista del Daily News Egypt Ahmed Aboul Enein @aaboulenein, la giornalista Al Jaazera Sara Khairat @sarakhairat ma anche Daniele Raineri del Foglio @danieleraineri, Simon Hanna @simonjhanna e Sarah El Sirgany @Ssirgany collaboratrice della CNN.

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