Sei mesi per rovesciare Assad: il capo militare dei ribelli siriani

Ci siamo, dopo le parole, le intenzioni ed i coinvolgimenti velati delle forze a stelle e strisce a sostegno dei ribelli siriani, arriva la conferma, tramite una dichiarazione rilasciata ad Al-Arabiya, del capo militare dei ribelli dell’Esercito Siriano di Liberazione, Salim Idriss, che ha affermato di aver ricevuto nuovi armamenti e che questi cambieranno il futuro del conflitto, bilanciando così le forze in campo. Schieramenti, ribelli da una parte ed esercito centrale fedele al presidente Bahsar al-Assad dall’altra, che si fronteggiano ormai da due anni: più di novantamila, secondo i dati delle Nazioni Unite, le vittime del conflitto fino a questo momento.

Per il capo dell’esercito di liberazione, se l’assistenza militare della comunità internazionale dovesse essere continuativa, le sue truppe avrebbero bisogno di altri sei mesi per rovesciare il regime.

Intanto domani è previsto un incontro in Qatar, nella capitale, a Doha, dove gli “Amici della Siria” si riuniranno per capire quali strategie militari adottare in supporto dei ribelli, anche in virtù dell’intrusione statunitense.

Kuwait e Qatar in questi giorni hanno visto manifestazioni dinanzi le ambasciate del Libano, con campagne contro il partito libanese degli Hezbollah, che militarmente sta appoggiando nel conflitto siriano Bahsar al-Assad. Aumentando nei Paesi del Golfo  le tensioni tra sciiti e sunniti.

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