Siamo di fronte a un cambio di fase?

L’economista Andrea Fumagalli, che peraltro se n’è uscito con un bel libro “Lavoro male comune” pubblicato da Bruno Mondadori, parla di un possibile cambio di passo o meglio di una nuova fase per quanto riguarda il campo delle politiche economiche. Ovvero: le politiche di austerity si potrebbero rallentare. Sicuramente, sostiene Fumagalli nelle colonne di Alfabeta2, siamo in una fase di transizione che durerà perlomeno fino alle elezioni tedesche… 

Dall’inizio dell’anno sono aumentate le dichiarazioni sulla necessità di allentare le misure di austerity (non di abolirle, si badi bene). A novembre 2012, il capo economista del FMI, Olivier Blanchard ha ammesso che gli effetti recessivi delle politiche di rientro dal debito in alcuni paesi europei sono stati sottostimati. I primi dati del 2013 hanno confermato che anche la Francia (dopo Portogallo Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, ovvero i Pigs) è ufficialmente entrata in recessione dopo il secondo segno negativo consecutivo negli ultimi due trimestri. Ma neanche la Germania se la passa meglio. Il 5 maggio 2013 l’Olanda ha annunciato che rinunzierà al programma di austerità che doveva ridurre il deficit per uno 0,8% del Pil. Pochi giorni prima (25 aprile) il commissario europeo agli Affari Economici Olli Rehn ha affermato che “il rallentamento del consolidamento (riduzione del deficit e debito pubblico, ndr.) è possibile”. Continua a leggere qui…

 

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