Depositata ieri la legge per l’acqua pubblica e partecipata

Nella giornata di ieri, presso la Camera dei Deputati  è stato depositato il testo aggiornato della legge sulla gestione delle acque pubbliche da parte del governo,  presentato nel 2007 e denominato ”Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

A darne notizia è il Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua che in una nota, esprime pienamente la propria soddisfazione in merito, anche per via del fatto che quest’importante riconoscimento, avviene in concomitanza con la giornata mondiale per l’acqua che si celebra il 22 marzo.  

Il testo della proposta di legge è stato depositato attraverso la sottoscrizione di decine di parlamentari provenienti da diverse forze politiche (Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico)  in maniera conforme allo spirito che ha portato alla costituzione dell’intergruppo Acqua Bene Comune, al quale hanno aderito in più di 200.

Tale risultato, vede così premiati gli sforzi  prodotti dai vari soggetti che si sono spesi tanto in questa battaglia e che nel prosieguo della nota lo rimarcano:

“All’inizio dell’attuale legislatura, ci siamo adoperati affinchè nascesse l’intergruppo parlamentare “Acqua Bene Comune” che si ponesse come obiettivo prioritario la condivisione di quel testo e poterlo ripresentare alla discussione parlamentare”.

Il risultato di ieri, nelle aspettative dei firmatari, quindi, non sarebbe altro che il primo (importante) passo approntato per rispondere in maniera soddisfacente ed immediata all’urgenza di dotare l’Italia di un quadro legislativo unitario rispetto al governo delle risorse idriche come bene comune, introducendo modelli di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. Ma si tratterebbe anche e soprattutto di una risposta alla volontà popolare che attraverso i  referndum del giugno 2011 si era espressa in maniera inequivocabile con una maggioranza “bulgara”.

L’obiettivo è quello di porre così un deciso segno di discontinuità con le politiche  e le logiche attuali che hanno trasformato l’acqua in una merce gestita dalle regole di mercato, perchè come si legge emblematicamente in chiusura di nota:

ancora una volta si scrive acqua ma si legge democrazia.”

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